"Io trans, più completa di una donna"

Una vita trascorsa all'insegna della prostituzione. Dalla Spagna, alla Germania, fino ad arrivare in Svizzera. Oggi vive a Chiasso. Ma non ci resterà a lungo. E ci ha spiegato perchè molti uomini, padri di famiglia e ragazzi felicemente fidanzati, sono sempre più attratti dai trans
CHIASSO - Mi accoglie in un appartamento di Chiasso. Un bilocale arredato alla buona. Pochi mobili. Pochi oggetti. Nessuna fotografia in giro. Qui vive P. una delle poche trans iscritte regolarmente al registro cantonale. È di origini brasiliane, ma da parecchi anni ha lasciato il suo paese per guadagnarsi da vivere attraverso la prostituzione. Il mestiere più antico al mondo l'ha portata in Francia, in Spagna, in Germania, e ora in Svizzera. Ieri a Zurigo e Lucerna, oggi a Chiasso. "La mia vita è un romanzo, e ne avrei di cose da raccontare" mi dice mentre mi fa accomodare in salotto. Dall'altra parte del muro quello che definisce "il mio ufficio", un letto, lampade soffuse e tutto il necessario per i clienti. Impossibile sapere la sua età, "sono sempre una donna, se lo ricordi" mi dice mentre iniziamo l'intervista. L'ironia non le manca. Il buonumore nemmeno. E lei è un fiume in piena, e non si imbarazza nemmeno di fronte alla domande più intime.
Quando ti sei accorta di avere una doppia natura?
"Sono nata uomo. Crescendo mi sono sentita donna. Vede, in Brasile è una cosa molto normale cambiare sesso. Se uno nasce in un corpo da uomo ma si sente donna può trasformarsi grazie alla chirurgia e alle varie cure. Non c'è niente di scandaloso in questa decisione. Siete voi europei che trovate tutto anormale o immorale. Siete pieni di tabù. Per me è stata la cosa più naturale possibile e oggi sono felicissima di essere quella che sono".
Prima eri a Zurigo, oggi a Chiasso? Come mai ti sei spostata?
"Siamo obbligate a spostarci. Andiamo lì dove c'è la richiesta. Nessun trans resta sempre nello stesso posto. Bisogna adeguarsi alle esigenze del mercato".
E come sta andando il lavoro a Chiasso?
"Non è proprio una delle piazze migliori. La richiesta è molto forte, ma gli uomini vogliono pagare poco. Si stava meglio a Zurigo, Lucerna e Basilea".
Perché proprio Chiasso e non Lugano?
"Lugano è piena di trans. Ce ne sono troppi. L'offerta è troppo alta. Meglio puntare su una località più piccola. E poi siamo al confine con l'Italia".
La tua giornata come si svolge?
"Mi sveglio presto. Di mattina vado a fare la spesa. Dalle 11.00 inizio a dedicarmi al lavoro e termino alle 23.00. Di notte preferisco dormire, non sono di quelle che lavora 24 ore su 24".
Quanti clienti ti capita di avere in un giorno?
"È impossibile dirlo. Alcuni giorni due, in altri anche più di dieci".
Chi sono i clienti?
"Uomini di tutte le età e di tutti gli strati sociali. Ci sono quelli giovani e carini, come anche quelli più anziani".
Secondo te perché vengono da te?
"Per il gusto della trasgressione, per curiosità, perché in fondo sono più completa di una donna. Più completa di me non c'è nessuno, sono sia uomo che donna, due esseri in uno".
In un nostro sondaggio abbiamo chiesto 'perché un uomo va con un trans'. Il 30% ha risposto 'perché è gay e non lo sa o non lo accetta'. Cosa ne pensi?
"Penso che abbiano ragione. Un uomo eterosessuale va con le donne. Tra i miei clienti ci sono tantissimi padri di famiglia, ragazzi fidanzati. Eppure il 90% di loro mi chiede di avere un rapporto sessuale da passivi. Quindi per me sono finti eterosessuali che non accettano del tutto la propria omosessualità e credono di restare ancora nei limiti della normalità andando con un trans, una donna dotata però di pene".
Loro come si giustificano?
"Molti non dicono nulla. Altri mi dicono che sono eterosessuali, però poi a letto la prima cosa che interessa è il mio organo sessuale. Quindi forse tanto eterosessuali non sono".
Si fermano anche a parlare con te?
"Non tutti. Alcuni consumano e poi se ne vanno. Qualcuno si ferma a parlare e mi racconta un po' della propria vita. Parecchio di quello che dicono sono solo frottole. Ormai ho acquisito esperienza, e so che è tutta una grande commedia. Non mi incantano più".
Quanto si guadagna in un mese?
"Preferisco non dirlo. Dipende molto da quanti clienti hai nell'arco del mese. Comunque si guadagnano tanti soldi, molti di più di qualsiasi altro comune lavoro".
Il preservativo viene usato sempre?
"Io lo uso sempre e non accetto proposte di sesso non sicuro".
E se qualcuno è disposto a pagarti il doppio pur di farlo senza preservativo?
"Gli dico che la mia salute non ha un prezzo".
Ci sono anche clienti donne?
"No. Le donne non mi piacciono sessualmente. Sono già io donna, basto e avanzo".
Qui a Chiasso hai amicizie? Hai una vita sociale?
"Ho altre amiche che esercitano la stessa mia professione. Con i clienti preferisco non stringere amicizie. Un conto è il lavoro, un conto è la mia vita sociale. Chiasso però è una città fantasma. Dopo le 18.00 non c'è anima viva".
Ti senti osservata quando cammini per strada?
"No. Sono molto femminile. Mi vesto da donna e mi comporto da donna. Nessuno immagina che possa essere un trans"
Il campanello suona. Il primo cliente della giornata è già arrivato. P. si toglie l'accappatoio e resta con gli abiti da lavoro: minigonna in pelle, tacchi a spillo e reggiseno. "Il lavoro mi chiama, non posso permettermi di rinunciare ai soldi. Continueremo dopo la nostra conversazione. Non ci metto molto". Ritorna dopo 15 minuti. Come se nulla fosse. Ha appena salutato il suo cliente e riprende a raccontarsi.
Come ti senti dopo aver consumato un rapporto?
"È un lavoro come un altro. Ci fai l'abitudine. I clienti possono essere puliti e carini, ma a volte possono essere anche brutti e sporchi. Sono momenti terribili quelli, ma siccome sono una professionista cerco di non vederli e penso dentro di me che questo momento terribile sarà destinato a finire fra pochi minuti. Che questa non è la mia vita, ma solo un piccolo momento disgustoso. Il tempo di una doccia e mi sento già un'altra persona".
Non ti sei mai innamorata di un tuo cliente?
"No, mai. Sto bene attenta a distinguere la mia vita privata dalla mia professione. Per me i clienti, sono solo clienti. Sul lavoro sono una macchina sessuale, e nient'altro".
In questi giorni in Italia si parla molto di trans a seguito di uno scandalo politico. Tra i tuoi clienti hai mai avuto personaggi politici o di successo?
"In tanti anni di prostituzione ne ho visti di tutti i colori. Ho frequentato artisti e attori. Gente insospettabile. A Zurigo avevo come clienti diversi uomini di potere. Uomini della politica. Dopo tanti anni di questo lavoro ho capito che più uno ce l'ha a morte contro i trans, più li frequenta e finisce nei loro letti".
Pensi di restare a lungo ancora a Chiasso?
"Non ho certo intenzione di restare qui per l'eternità. Ancora pochi mesi e poi mi sposto in altri cantoni svizzeri e successivamente in Europa".
Il destino per un trans sembra essere inevitabilmente quello della prostituzione. È sempre così?
"Direi proprio di si. La società è ipocrita, e chiude qualsiasi porta a una persona transessuale. Soprattutto in ambito professionale. L'uomo prova attrazione nei confronti del trans, ma prova repulsione quando si tratta di offrirgli un lavoro. Poca importa se uno è capace, è bravo e si applica nel lavoro. Per loro siamo solo un oggetto sessuale, e niente più. E poi ci sono tutta una serie di problemi burocratici. Abbiamo un corpo da donna, ma sul passaporto abbiamo un'identità maschile. L'unica possibilità per sopravvivere è quella della prostituzione".
E se qualcuno venisse a offrirti un lavoro accetteresti?
"Prima mi farei una risata, poi gli direi 'no grazie'. So che non funzionerebbe. L'esperienza me lo ha insegnato. Ci sarebbero solo problemi con gli altri colleghi di lavoro. Verrei additata e criticata. È inutile girarci attorno, la società non è capace di avere accanto a sè un transessuale".
Spesso il mondo della prostituzione è legato a un sottobosco fatto di violenze e aggressioni. Non hai mai paura che possa succederti qualcosa?
"Il mondo della prostituzione ha mille sfaccettature. Non è sempre come la si dipinge sui giornali. Io vivo bene la mia professione. Non faccio uso di droghe e non frequento personaggi ambigui. Procuro piacere e sono sempre gentile con i clienti. In cambio ricevo lo stesso trattamento".
Che progetti hai per il futuro?
"Ritornerò fra qualche anno in Brasile. Lì ho tutto. Lì c'è il mio paradiso, una casa, una famiglia, un'auto, gli amici. Quella è la mia vera vita. L'Europa mi serve solo per mettere da parte i soldi".
E l'amore pensi possa avere posto nella tua vita?
"Ho avuto tre uomini nella mia vita. Tre storie lunghe. Oggi non credo nell'amore, credo semmai nei momenti felici".
Mai pensato di fare l'operazione totale per essere donna al 100%?
"Non mi interessa. Non sono nata con un organo sessuale femminile. Sono nata con quello maschile, e mi tengo quello, perchè quello mi dà da vivere. Senza quello non avrei più clienti".
Foto apertura (archivio): Keystone AP Franka Bruns




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