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Il Pil svizzero ha subito un rallentamento nel quarto trimestre 2019.
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SVIZZERA
03.03.2020 - 08:040
Aggiornamento : 11:27

Il Pil svizzero ha rallentato nel quarto trimestre

Complessivamente la crescita annua è stata dello 0,9%.

Anche lo scorso anno l’industria manifatturiera si è rivelata la più importante colonna portante dello sviluppo economico.

BERNA - L'economia svizzera ha avuto un rallentamento nel quarto trimestre del 2019: il prodotto interno lordo (PIL), che nel trimestre precedente era salito dello 0,4%, ha fatto registrare un aumento dello 0,3%. Lo riferisce la Segreteria di Stato dell'economia SECO.

L'industria orientata all'esportazione ha perso slancio, mentre l'economia interna ha sostenuto la crescita. Gli sviluppi internazionali riecheggiano dunque anche in Svizzera. Complessivamente per il 2019 risulta una crescita annua del PIL dello 0,9 %.

Nel settore dell’industria manifatturiera la creazione di valore si è mantenuta stabile a seguito di quattro trimestri in cui aveva fatto segnare aumenti al di sopra della media. Il contesto internazionale sfavorevole continua a gravare sui settori industriali maggiormente esposti alla congiuntura, come quello meccanico e metallurgico, che hanno chiuso di nuovo con il segno meno. Nonostante l’industria chimico-farmaceutica abbia sostenuto la crescita economica, non è comunque riuscita a pareggiare l’evoluzione dinamica che aveva caratterizzato i trimestri precedenti. Se le esportazioni di beni (−0,5%) sono calate solo leggermente, le importazioni di beni hanno invece subito una notevole battuta d’arresto (−2,7%).

Calano gli investimenti - Sulla scia degli sviluppi internazionali gli investimenti più sensibili alla congiuntura, tra cui quelli in macchinari e apparecchiature elettriche, sono diminuiti; nel complesso le aziende hanno esitato a investire nelle proprie capacità produttive. Gli investimenti in beni di equipaggiamento hanno fatto segnare un aumento (+2,4%), dovuto alla volatilità degli investimenti in veicoli aerei. Nell’edilizia, gli investimenti (+0,4 %) e la creazione di valore (+0,9%) sono risultati in crescita. Anche le spese per i consumi delle economie domestiche (+0,4%) e dello Stato (+0,5%) hanno subìto un aumento maggiore rispetto al trimestre precedente, favorito tra l’altro da un calo dei prezzi al consumo. La crescita della domanda interna è stata tutto sommato moderata.

I servizi - La maggior parte dei servizi, tra cui per esempio il commercio, cresciuto sensibilmente (+1,2%) grazie soprattutto alla vendita di automobili, hanno saputo approfittare di questa situazione. Nei servizi alle imprese (+0,2%), il lieve aumento fa seguito a due trimestri negativi. Hanno inoltre contribuito alla crescita la pubblica amministrazione (+0,5%) e la sanità (+0,5%). Per quanto riguarda trasporti e comunicazioni (−0,3%) e finanze (−0,4%), il loro andamento continua a essere altalenante come nei trimestri precedenti; il leggero calo di questi due settori è stato determinato anche dalle operazioni economiche con l’estero. A livello di servizi, le cifre dell’export si sono mantenute nella media (+0,8%), quelle dell’import hanno invece subìto un calo (−1,8%).

Crescita come nel 2015-2016 - Per il 2019 il tasso di crescita provvisorio del PIL reale è dello 0,9% (2018: 2,8%). Il dato della crescita economica, al netto delle grandi manifestazioni sportive si attesta all’1,4% (2018: 2,3%) e ricalca dunque quello del biennio 2015-2016.

Come nell’anno precedente, l’industria manifatturiera si è rivelata la più importante colonna portante dello sviluppo economico, nonostante la notevole eterogeneità tra i singoli settori. Anche i servizi hanno contribuito all’aumento fatto registrare dal PIL, anche se in misura minore rispetto al 2018. Per quanto riguarda il lato spesa, la crescita è stata sostenuta sia dal commercio estero che dalla domanda interna.

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LAMIA 1 anno fa su tio
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