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18.10.2021 - 20:590
Aggiornamento : 19.10.2021 - 08:45

MacBook Pro 2021: ecco le “macchine bestiali”

In una presentazione a velocità della luce Apple ha presentato i suoi due nuovi MacBook Pro.

Ma non solo. Sono stati svelati anche gli AirPods di terza generazione e una serie di piccole novità, come gli HomePod Mini colorati.

di Redazione
Saul Gabaglio

CUPERTINO - “Macchine bestiali”, in questo modo sono stati descritti i due nuovi MacBook Pro presentati pochi minuti fa da Tim Cook, CEO di Apple. Ma più che bestiali dovremmo definirle sorprendenti per le caratteristiche dei due nuovi processori Apple Silicon che  raccolgono il testimone dell’ormai vecchio M1.

I due nuovi chip si chiameranno M1 PRO e M1 MAX e saranno i cuori pulsanti inseriti nei due modelli, uno da 14 pollici e uno da 16 pollici. Al momento, però, Apple prevede d'inserire il potentissimo M1 MAX unicamente nel modello che definiremmo ultra top di gamma, il MacBook Pro da 16 pollici con SSD da 1 TB (fino a 8 TB) e 32 GB di memoria unificata (fino a 64GB), che sarà disponibile dal 26 ottobre al costo di 3849.- CHF. Il MacBook Pro che definiremmo di base (il 14 pollici con M1 PRO, 16 GB di memoria unificata e SSD interna da 512 GB) avrà invece un prezzo di partenza di 2199.- CHF. Prezzi elevati e molto differenti che si giustificano pensando al loro target, i professionisti.
Cerchiamo però di dare un senso a tutte queste cifre.

M1 PRO e M1 MAX - I due nuovi processori con architettura Apple Silicon che nascono dal M1 dello scorso anno sono i veri protagonisti della serata, ancor più dei due MacBook Pro che li conterranno. Lo sono a buon titolo perché però portano a livelli decisamente superiori le prestazioni a cui ci cominciavano ad abituare i molti modelli dotati appunto dei vecchi M1. In pochi minuti sono stati snocciolati un’infinità di dati e specifiche, in formato numerico o grafico, che ci hanno fatto girare la testa anche perché non sempre era chiaro il metro di paragone utilizzato per esprimere la potenza di calcolo dei nuovi processori. Per riassumere diciamo che il nuovo M1 MAX è il più grande processore mai realizzato da Apple. Necessariamente grande perché al suo interno si trovano 57 miliardi di transistor suddivisi tra CPU (10 cuori) e GPU (32 cuori) che comunicano con blocchi di memoria indipendenti, definiti unificati, che potranno arrivare fino a 64GB. In questo modo i processori lavorano più rapidamente riducendo i colli di bottiglia e i conseguenti rallentamenti. L’ampiezza di manda della memoria arriva così a 400 GB al secondo. l’M1 PRO, invece, ha dimensioni fisiche minori (ca. 2/3 dell’M1 MAX) e contiene 33.7 miliardi di transistor con una CPU uguale a quella del MAX ma con solo, si fa per dire, 16 cuori all’interno della GPU. Si dimezza anche la memoria unificata (fino a 32 GB) e l’ampiezza di banda della memoria. Anche in questo caso molti numeri e specifiche che descrivono dei computer portatili che dovrebbero risultare molto più performanti e molto più efficienti di tutta la concorrenza. In grande sintesi le prestazioni della CPU dovrebbero raddoppiare rispetto a quelle dei processori i9 nei precedenti MacBook Pro da 16 pollici. Dal punto di vista grafico, rispetto alle schede dedicate Radeon Pro 5600M, le prestazioni aumenteranno di 2.5 volte con gli M1 PRO e di ben 4 volte con l’M1 MAX. Le cifre rispetto ai Core i7 nei precedenti MacBook Pro da 14 pollici sono ancor più impietose: CPU superiore di 3.7 volte e GPU fino a 13 volte più rapida.

Potenza ed efficienza essenziali per dei prodotti pensati anche da usare scollegati dalla rete elettrica. Parlando di batteria Apple presenta annuncia che la versione dal 14 pollici vi permetterà di guardare film per 17 ore mentre la versione da 16 pollici arriverà addirittura a 21 ore. A questo aggiungiamo che con soli 30 minuti di ricarica riguadagnerete il 50% della batteria.
Un portatile però è fatto anche d’altro. La tastiera è stata ridisegnata completamente archiviando l’era della Touch Bar che salvo le primissime impressioni non ha mai davvero convinto, e riportando i tasti funzione fisici. 
Lo schermo adotta la tecnologia MiniLEd e riduce le dimensioni delle cornici dovendo però inserire una tacca nel lato superiore per far posto alla fotocamera frontale capace di registrare a 1080p. Nella tacca però non ci sarà il sensore FaceID, ma non ci chiedere perché. Le risoluzioni sono 3456x224 e rispettivamente 3024x1964 con una densità di pixel per pollice superiore rispetto al passato. Anche in questo caso c’è una sorpresa, i nuovi schermi avranno la tecnologia ProMotion capace di adattare la velocità del refresh dello schermo in base alle necessità. La velocità massima saranno gli ormai abituali 120 Hz per chi ha la fortuna di vivere nel sotto ecosistema Pro di Apple. 
A rendere professionali i due nuovi MacBook saranno anche i microfoni definiti “Studio quality”, ossia da studio di registrazione, e i sei altoparlanti, due tweeted e 4 woofer, inseriti nella struttura in alluminio.

AirPods 3 - Arrivati alla terza generazione gli AirPods cambiano leggermente forma diventando un po’ più simili agli AirPods Pro. Le cuffiette più popolari al mondo, stando a quanto afferma Tim Cook, avranno tutte le tecnologie più interessanti: Spatial Audio, e Dolby Atmos, ma saranno anche resistenti all’acqua e al sudore (per chi le usasse facendo attività sportiva). Tecnicamente parlando le novità maggiori stanno però all’interno della struttura in plastica. Nuovi sensori per captare i movimenti e nuovi driver a bassa distorsione che, grazie alla nuova forma, dovrebbero proiettare il suono meglio all’interno del nostro orecchio. Aspettiamo però di provarle prima di sbilanciarci. Saranno disponibili da settimana prossima e avranno una batteria capace di 6 ore di ascolto e in 5 minuti di ricarica dovrebbero garantire un’ulteriore ora. La scatoletta con ricarica wireless garantirà invece ben 5 cicli completi, ossia 30 ore.

HomePod Mini - Nessuna grande novità per gli HomePod Mini se non tre colori in più, blu, giallo e arancione.

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