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ITALIAGoverno italiano in bilico: sarà Draghi bis?

19.07.22 - 11:35
I possibili scenari in vista dell'ultima giornata di trattative. Domani il "premier" terrà il suo discorso al Senato
keystone-sda.ch (Alberto Pizzoli)
Governo italiano in bilico: sarà Draghi bis?
I possibili scenari in vista dell'ultima giornata di trattative. Domani il "premier" terrà il suo discorso al Senato

ROMA - A 24 ore dalla resa dei conti, oggi a Roma è il giorno delle scelte. E, inevitabilmente, anche degli scenari. Da giovedì scorso, quando il "premier" italiano Mario Draghi è salito al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni (poi respinte dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella), non è sostanzialmente cambiato nulla.

In attesa e in ascolto
Mentre discussioni e trattative tra le forze della maggioranza proseguono a ritmo serrato, il presidente del Consiglio rimane in bilico tra la possibilità di confermare il passo indietro, mandando così il Paese alle elezioni anticipate, e l'eventualità di un "bis" a Palazzo Chigi. «Tra commiato e ripartenza», scrive il Corriere della Sera, che aggiunge «qualcosa si muove, i contatti ci sono e oggi potrebbero farsi più intensi», anche se «tra i collaboratori del premier c’è chi ritiene ancora l’addio lo scenario più probabile».

Il finale della vicenda, per quanto scontato sia sottolinearlo, «è tutto da scrivere». E nell'attesa, Draghi intende «restare immobile», prosegue il quotidiano, e ultimare il discorso che terrà domani al Senato. Si dice che sia lusingato dagli appelli ricevuti in questi giorni. Al contempo però non intende sollevare la cornetta per telefonare ai leader dei partiti. Ma sarebbe pronto ad ascoltarli. E va da sé che, nella cornice di questo scenario, il termine ultimo per trovare un'intesa sia quello di oggi. Se questo non dovesse accadere, il "premier" italiano potrebbe incamminarsi subito alla volta del Colle, dopo aver pronunciato il suo discorso a Palazzo Madama, confermando le sue dimissioni senza assistere al dibattito.

«Il Salva-Draghi è già pronto»
Stando a quanto scrive il Fatto Quotidiano, «il Salva-Draghi è già pronto» e «più passano le ore, più la soluzione che vede andare avanti il governo dell'ex Bce prende quota». I margini in questo senso «esistono» e «domani sono tutti disposti a votargli di nuovo la fiducia, a eccezione di Giuseppe Conte, che però si perde pezzi del gruppo». Tra i piatti apparecchiati per convincere il "premier" a restare ci sarebbe anche la data del voto fissata a inizio marzo. Un modo per convincere tra i partiti anche chi vorrebbe staccare subito la spina. «Vorrebbe dire che le nomine le fa il nuovo esecutivo».

Draghi «tentato dal bis»
La Stampa propone invece uno scenario diverso, parlando di un «Draghi tentato dal bis». Il "premier" «vorrebbe che il mancato voto dei 5 Stelle sul decreto Aiuti e le sue dimissioni la scorsa settimana producessero un chiarimento politico». Ma è pure consapevole che «lo scioglimento in luglio significherebbe non avere alcuna certezza sul destino della legge di Bilancio, con il probabile esercizio provvisorio». E di conseguenza, spiega il foglio torinese, «da un lato c’è la prospettiva concreta di restare a Palazzo per tre mesi da dimissionario senza avere i poteri necessari a gestire l’emergenza, dall’altra quella di restare con una maggioranza che dal giorno dopo la sue eventuale riconferma riprenderebbe a dividersi su tutto».

La soluzione? Una possibilità potrebbe essere «una risoluzione di maggioranza che gli confermi con forza la fiducia». Ma una nuova domanda, a quel punto, sbuca da dietro l'angolo: i deputati e i senatori 5 Stelle, fedeli all'ex premier Giuseppe Conte, la voterebbero o no? Affaire à suivre.

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