Reuters
UNIONE EUROPEA
07.05.2021 - 06:000

Covid, tre "game changer" che l'Ue vuole produrre in massa

L'obiettivo è autorizzarne l'utilizzo e la produzione in Europa entro il mese di ottobre

La Commissaria Ue Stella Kyriakides: «Queste terapie avranno un ruolo fondamentale nella nostra capacità di risposta» alla pandemia.

BRUXELLES - I vaccini sono la prima ma non l'unica chiave per uscire dalla pandemia. Una di queste è rappresentata dai farmaci specifici che sono in corso di sviluppo contro il Covid-19, alcuni dei quali sono considerati dei potenziali "game changer" nella gestione della crisi sanitaria. E per almeno tre di questi, la Commissione europea intende autorizzare la produzione su scala e l'utilizzo in Europa entro ottobre.

I tre prodotti in questione sono il cocktail di anticorpi di Regeneron, gli anticorpi monoclonali prodotti da Celltrion e quelli prodotti da Eli Lilly. E per tutti e tre è già stata avviata la procedura di "rolling review" da parte dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema). Inoltre, a questi potrebbero essere aggiunti (entro la fine del 2021) altri due candidati, selezionati da una lista di 57 medicamenti.

Per il piano europeo sono stati messi sul tavolo 90 milioni di euro iniziali, con altri 40 milioni già stanziati per incrementare la produzione nei mesi futuri. «L'idea è di produrre tutto in Europa» e di «riservare alcuni impianti per questo in modo da poter, se sarà necessario, aumentare il più rapidamente possibile la produzione», ha spiegato la Commissaria europea per la salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides.

A Bruxelles hanno imparato la lezione impartita dalla campagna vaccinale che, soprattutto durante i primissimi mesi di distribuzione, ha mostrato la necessità di essere reattivi e capaci nel potenziare i livelli produttivi. E quando questi farmaci saranno pronti e autorizzati la necessità sarà la medesima. «Abbiamo visto che gli effetti del Covid possono protrarsi a lungo e che i sintomi possono perdurare più a lungo del previsto» per questo motivo, ha spiegato la commissaria europea, «queste terapie avranno un ruolo fondamentale nella nostra capacità di risposta» alla pandemia e permetteranno di ridurre ulteriormente il numero dei ricoveri.

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