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STATI UNITI
16.11.2020 - 06:300
Aggiornamento : 10:08

Quel sogno chiamato Kamala: «Un giorno sarà presidente»

Le speranze delle donne americane per la prima vicepresidente di sempre: «La sua voce ci dice di continuare a lottare»

di Redazione
Manuela Cavalieri/Donatella Mulvoni

WILMINGTON - Il soffitto di cristallo sopra le donne americane sembra ancora più fragile dopo la vittoria democratica alle urne. E il motivo, ha un nome: Kamala Harris, la prima vice presidente della storia degli Stati Uniti.

Madre indiana, padre nero giamaicano, la sua è una doppia vittoria per le minoranze: donna non bianca, cresciuta da sempre in un ambiente sensibile alle battaglie per i diritti civili. 

Una conquista che non è solo teoria da consegnare ai libri di storia. «Mi emoziono ogni volta che ci penso, raramente commento questa vittoria senza lasciare scendere una lacrima», ci racconta Elizabeth, avvocato e supporter del ticket democratico Biden-Harris che incontriamo a Wilmington, la cittadina del Delaware dove il candidato dem, Joe Biden, ora presidente eletto, abita.

«Kamala ha una forza straordinaria quando parla. Sembra davvero raggiungere ognuna di noi dicendo: continuate a lottare con convinzione per realizzare ogni desiderio».

A Wilmington, Biden ha deciso di avere il suo quartiere generale nei giorni prima e successivi al voto. Ed è in questa cittadina di circa 70 mila abitanti che centinaia di persone si sono radunate per festeggiare la vittoria. Sono tante anche le bambine che, incitate dai genitori, sollevano i cartelli urlando il nome della vice presidente.

«A mia figlia ho voluto ripetere le frasi che Kamala Harris ha pronunciato dopo l’elezione. So che oggi non le capirà a pieno, io spero però che riesca ad assorbire le energie che queste parole sprigionano», ci spiega Olga, maestra e madre di Lucy, 6 anni.

 «Anche se sono la prima a ricoprire questa carica, non sarò l’ultima. Ogni bambina, ragazza che stasera ci guarda realizza che questo è un paese pieno di possibilità», ha detto Harris, nel suo discorso alla nazione.

«Penso alle donne, alle donne nere, asiatiche, bianche, ispaniche, native americane, che nel corso della storia di questo Paese hanno aperto la strada per questo momento».

È un soffitto quello che ha tenuto le donne lontano dai luoghi del potere, che finalmente si sgretola. Lei è la punta più evidente, ma da anni si registrano sempre più cariche al femminile nelle grandi compagnie, come nella politica. Kamala, prima di essere scelta da Biden come candidata alla vice presidenza, aveva provato lei stessa a correre per la Casa Bianca.

«Avrebbe potuto essere lei la presidente. Ma non importa. Arriverà presto, anche grazie a questo traguardo, anche quel momento. Resta il fatto che le politiche di Kamala lasceranno il segno nella società americana», spiega Debbie, arrivata da New York per festeggiare. «A me ricorda Michelle Obama, per il sorriso, l’empatia e la capacità con poche parole di farci sentire importanti, mai invisibili».

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