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ITALIA
05.07.2019 - 08:460

Putin parte da Roma, ma prima saluta un amico: «Caro Silvio»

Il volo presidenziale, con a bordo il Capo di Stato, è decollato dall'aeroporto di Fiumicino attorno a mezzanotte, dopo oltre due ore di cena a Villa Madama tra le delegazioni italiana e russa

ROMA - Si è conclusa nella notte la visita ufficiale in Italia del presidente russo Vladimir Putin. Il volo presidenziale, con a bordo il Capo di Stato, è decollato dall'aeroporto di Fiumicino alle 00.04, dopo oltre due ore di cena a Villa Madama tra le delegazioni italiana e russa e un incontro con Silvio Berlusconi.

Alla cena, oltre a Putin e al premier Giuseppe Conte, hanno partecipato i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e il suo omologo russo Sergej Lavrov.

Il lungo ritardo sull'agenda della visita a Roma non ha cancellato l'unico incontro privato che il presidente russo aveva previsto nella sua visita di Stato: quello con l'amico Silvio Berlusconi. L'incontro è avvenuto a notte inoltrata, ma questa volta il teatro del colloquio non è stato Palazzo Grazioli, bensì lo scalo di Fiumicino.

«Caro Silvio», «Caro Volodia», è stato l'incipit di un colloquio tra due leader che non hanno mai interrotto il filo di amicizia che li lega. I dossier internazionali, a cominciare dalle sanzioni dell'Ue alla Russia, ma anche i dossier interni della politica italiano potrebbero essere stati al centro dell'incontro. Perché Putin, di Berlusconi, si fida. Ma non è detto che si fidi, totalmente, del vicepremier Matteo Salvini avvicinatosi, nelle ultime settimane, agli Stati Uniti di Donald Trump.

«Putin chiederà a Berlusconi se di Salvini e del governo si può fidare? Non è irrealistico, visti anche i rapporti di profonda amicizia personale tra loro, che Putin ponga la domanda», spiega nel pomeriggio il senatore di Forza Italia Lucio Malan. E, in tarda notte, Salvini torna non a caso a parlare di sanzioni esprimendo, rispetto ai giorni scorsi, una posizione maggiormente favorevole alla Russia. «Il senso delle sanzioni mi sfugge», sottolinea il leader leghista.

Ma le sanzioni sono state al centro dell'incontro con Berlusconi, neo-europarlamentare che, a Strasburgo, potrà utilizzare la sua esperienza per perorare la causa russa. Anche perché, per il leader di FI è un errore politico ed economico, per l'Europa, allontanare la Russia dall'Ue, spingendola ad Est. Ma nella notte, arriva anche l'endorsement del vicepremir Luigi Di Maio, che su Fb pubblica la foto della stretta di mano con Putin a Villa Madama e scrive: «L'Italia è un Paese sovrano che dialoga con tutti salvaguardo i propri interessi».

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