L'allarme: «Scorte di carburante a rischio per l'estate»

Se non riprende il traffico nello Stretto di Hormuz, scorte in rapido calo e rischi per sicurezza energetica e prezzi
MEDIO ORIENTE - Fondo monetario internazionale (FMI), Banca mondiale (BM), Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e Agenzia internazionale dell'energia (AIE) mettono in guardia sui rischi per gli approvvigionamenti di carburanti nei mesi estivi, in caso di mancato ritorno alla normalità del trasporto di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz.
In una nota congiunta, diffusa dopo l'incontro del 28 maggio del gruppo di coordinamento di alto livello istituito ad aprile, le istituzioni segnalano che le scorte globali di petrolio si stanno riducendo a un ritmo record a causa della grave perdita di forniture attraverso lo stretto.
Se i flussi di trasporto non dovessero normalizzarsi, avvertono, il rapido esaurimento delle scorte in vista del picco della domanda estiva nell'emisfero settentrionale comporterebbe rischi crescenti per la sicurezza energetica, le condizioni di mercato e la resilienza economica globale.
La guerra in Medio Oriente sta già producendo effetti rilevanti e disomogenei sulle forniture energetiche, sulla sicurezza alimentare e sull'attività economica. Secondo le istituzioni, i paesi più vulnerabili risultano i più colpiti dall'aumento dei prezzi di carburanti e fertilizzanti, dall'incertezza e dai rischi per l'occupazione e i mezzi di sussistenza. L'incremento dei prezzi dei fertilizzanti è indicato come motivo di particolare preoccupazione in vista della stagione della semina.
Le organizzazioni sottolineano l'obiettivo di coordinare il sostegno ai paesi in difficoltà e di rafforzare le azioni multilaterali e bilaterali. Allo stesso tempo, prosegue il monitoraggio delle misure adottate dai governi per affrontare l'impatto economico del conflitto, con l'intento di promuovere trasparenza, condividere esperienze e individuare i rischi emergenti.




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