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REGNO UNITO
27.01.2020 - 18:450

Johnson apre al 5G di Huawei (ma con limitazioni)

Queste introdotte per non irritare ancora di più gli Stati Uniti, il premier britannico: «Vittoria strategica»

di Redazione
Ats ans

LONDRA - Via libera alla partecipazione del colosso cinese Huawei allo sviluppo della moderna rete di comunicazione 5G nel Regno Unito, seppure con restrizioni ancor più serrate di quella evocate nei mesi scorsi per cercare di contenere l'irritazione degli Usa.

E questa la decisione che il consiglio della sicurezza nazionale britannico e il governo conservatore di Boris Johnson si preparano a prendere domani, stando a quanto anticipato oggi dal Financial Times e da altri media.

Una decisione che suscita perplessità da parte delle opposizioni e anche di alcuni esponenti politici conservatori nel Regno, ma che Johnson ha oggi fatto balenare in prima persona assicurando che è stata individuata «una soluzione» in grado di rappresentare «una grandissima vittoria strategica» per il Paese.

Soluzione che nelle sue parole garantirà «il progresso tecnologico e l'interesse dei consumatori», senza «compromettere le nostre infrastrutture sensibili né porre a rischio la sicurezza nazionale o la nostra capacità di lavorare assieme ai servizi d'intelligence» delle potenze alleate.

Londra, in base alle indiscrezioni, dovrebbe aprire le porte alla partecipazione di Huawei nella fornitura di componenti come le antenne escludendone in coinvolgimento nei server britannici e forse imponendo pure limiti ad hoc sulle quote di mercato.

Precauzioni che non bastano a rassicurare le voci critiche in Parlamento e probabilmente neppure Washington, contraria a qualunque compromesso con Huawei, che l'amministrazione di Donald Trump accusa di legami con l'intelligence di Pechino.

Un monito rilanciato ieri dal segretario di stato, Mike Pompeo, che proprio fra domani sera e dopodomani farà tappa a Londra - sulla via di Kiev - per incontrare prima il collega britannico Dominic Raab e quindi lo stesso Johnson.

Le pressioni americane hanno nel frattempo già convinto altri alleati occidentali membri del gruppo di cooperazione d'intelligence denominato Five Eyes (gruppo di cui con Usa e Gran Bretagna fanno parte Australia, Canada e Nuova Zelanda) ad aderire al bando anticinese.

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