Israele spara contro le barche: bloccata la Flotilla

Fermate anche le imbarcazioni inizialmente scampate all'abbordaggio. Finisce così la nuova spedizione verso Gaza
Israele ha bloccato tutte le barche della Flotilla, anche le dieci che ieri erano scampate all'abbordaggio e avevano continuato a navigare verso Gaza.
Quando sono arrivate ad un centinaio di miglia nautiche dalla Striscia, la marina israeliana le ha attaccate: questa volta usando dei proiettili, sparati contro sei imbarcazioni. A denunciarlo è stata la stessa Global Sumud Flotilla (Gsf), specificando di non sapere se fossero proiettili di gomma.
Termina così la nuova spedizione dell'iniziativa nata per portare aiuti umanitari e attirare l'attenzione internazionale sulla tragedia di Gaza. Questa volta la flotilla - 54 imbarcazioni con 426 attivisti di 39 nazionalità - era partita giovedì dal distretto turco di Marmaris. Alla vigilia una prima parte delle imbarcazioni era stata intercettata al largo di Cipro, poi gli ultimi assalti.
E ora?
Adesso tutti gli attivisti saranno portati ad Ashdod. È sfumata infatti l'ipotesi che gli attivisti potessero essere liberati rapidamente come quando, ad aprile, tutti i partecipanti (tranne Thiago Ávila e Saif Abu Keshek) vennero rilasciati a Creta. Adesso invece per i trattenuti si aprono due possibilità: l'espulsione immediata per chi acconsente o entro 24 ore per gli altri, salvo interrogatori o ulteriori indagini.
I ministri degli Esteri di dieci Paesi (Giordania, Indonesia, Spagna, Pakistan, Brasile, Bangladesh, Turchia, Colombia, Libia e Maldive) hanno condannato fermamente gli attacchi israeliani alla missione. In Italia la polemica si infiamma, visti anche i 29 attivisti della Penisola fermati da Israele, tra cui anche il deputato M5s Dario Carotenuto.
Per la Global Sumud Flotilla la presenza di cittadini e natanti italiani fa sorgere in capo allo Stato italiano «un preciso obbligo positivo di protezione». In particolare la Gsf chiede di intervenire subito per proteggere gli equipaggi, di condannare l'apertura del fuoco e avviare l'accertamento delle responsabilità penali.
Un accertamento nel solco di quanto già fatto dalla Procura di Roma che ha aperto dei fascicoli contestando il reato di tortura - per l'abbordaggio dell'ottobre scorso - e il sequestro di persona - per quello del 29 aprile. Accuse a cui oggi, per gli attivisti, va aggiunta anche «l'ipotesi di tentato omicidio», mentre è stato formalmente depositato un esposto-denuncia per sequestro di persona.



