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GUERRA IN UCRAINAIl momento giusto per negoziare? «Ora», ma Putin guarda altrove

27.03.23 - 12:45
La guerra vive una fase di stasi. I russi sprecano risorse senza conquiste di rilievo. Le controffensive ucraine modificheranno lo scenario?
keystone-sda.ch (Mikhail Tereshchenko)
Il momento giusto per negoziare? «Ora», ma Putin guarda altrove
La guerra vive una fase di stasi. I russi sprecano risorse senza conquiste di rilievo. Le controffensive ucraine modificheranno lo scenario?

MOSCA / KIEV - La decisione, oggi come in ogni momento di questi ultimi 13 mesi, è nelle sole mani di Vladimir Putin. Solo il presidente russo, che con l'avvio dell'operazione militare speciale ha innescato l'attuale guerra in Ucraina, può virare la rotta del conflitto in direzione dell'isola del negoziato. L'andamento stagnante della campagna d'Ucraina e la lunga serie di fallimenti sul campo, incluso quello del "generale Inverno" che ha tradito le aspettative del Cremlino, sembra suggerire che proprio questa sia la fase in cui riconsiderare l'orizzonte delle proprie azioni.

Ed è questa una tesi che trova dimora anche nell'ultima analisi dell'Institute for the study of War, che indica quello attuale come un momento «appropriato» per Mosca per «concludere che non è in grado di imporre la sua volontà in Ucraina con la forza e che deve quindi perseguire la ricerca di un compromesso». Fatti e parole di questi ultimi giorni rendono però quantomai chiaro che il presidente russo non condivida questa particolare linea di pensiero.

Putin marcia nella direzione opposta. Il passo però non affonda mai, del tutto, nel terreno. Il discorso di sabato è stato l'ennesimo rilancio dello zar. Uno «sforzo per mostrare la Russia come la moderna incarnazione dell'Unione Sovietica di Stalin, capace di sovrastare i suoi avversari attraverso inarrestabili quantità di uomini e di mezzi». E questo «nonostante la manifesta riluttanza» dello stesso Putin nel porre del tutto le forze militari della Federazione Russa sul piede di guerra contro Kiev.

Cartine al tornasole del momento sul campo sono le continue offensive attorno a Bakhmut, ad Avdiivka, così come sui fronti aperti nelle regioni del Lugansk e del Donetsk. Tutti indicatori, spiega l'ISW, che il Cremlino «resta del tutto impegnato in una guerra continua, il cui esito sarà determinato in larga parte dalle realtà militari sul terreno di battaglia». La realtà dei fatti è che le suddette operazioni non stanno di fatto conducendo ad alcuna conquista concreta per Mosca. A nessun vantaggio operativo. Al contrario, le truppe russe «stanno sprecando la loro già scarsa forza d'urto» invece di impiegarla per «prepararsi a contrastare la controffensiva ucraina che tutti, a breve, si aspettano».

E proprio quest'ultima - seguita, ça va sans dire, da una serie di vittorie - costituisce secondo gli analisti dell'ISW la conditio sine qua non per persuadere Putin a sedersi al tavolo del negoziato rivedendo al ribasso le sue pretese.

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