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ITALIAManifestazione da "deportati" a Novara, infermiera rischia la denuncia

01.11.21 - 12:38
L'azienda ospedaliera di Novara: «Contenuti vergognosi e indegni di una società civile. È un abominio»
Archivio Imago
Fonte ats ans
Manifestazione da "deportati" a Novara, infermiera rischia la denuncia
L'azienda ospedaliera di Novara: «Contenuti vergognosi e indegni di una società civile. È un abominio»
Una delle promotrici del corteo è proprio un'infermiera: «Valuteremo nei prossimi giorni i provvedimenti da adottare»

NOVARA - Tra le pettorine a strisce che ricordano le divise dei lager nazisti e una corda di filo spinato, sabato hanno sfilato tra le vie di Novara (FOTO SOTTO).

Una manifestazione di alcuni "No Green Pass" ha scatenato un putiferio in Italia, e ora una delle promotrici della manifestazione - definita "Giusy" - rischia la denuncia.

«Nel comportamento della nostra dipendente, tra l'altro stigmatizzato anche dal suo sindacato di riferimento rileviamo un grave danno d'immagine nei confronti dell'Aou. Valuteremo nei prossimi giorni se e quali provvedimenti adottare» ha detto Gianfranco Zulian, direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria (Aou) "Maggiore della Carità" di Novara.

«Pur rispettando il diritto di chiunque di manifestare - prosegue Zulian - non possiamo non rilevare i contenuti vergognosi e indegni di una società civile quale la nostra. Paragonare le norme sul 'green pass' ai campi di sterminio è un abominio che dimostra anche l'assoluta mancanza di conoscenza di quel terribile periodo storico».

Nel frattempo, la donna è stata sospesa dal suo sindacato, Fsi-Usae, che le ha revocato tutte le cariche. Il sindacato Fsi-Usae «prende le distanze da questi comportamenti che non possono essere in alcun modo giustificati indipendentemente dalle ragioni che vi stanno alla base», ha precisato Adamo Bonazzi, segretario generale del sindacato -. «La nostra federazione si è espressa con chiarezza sulla questione vaccinale ribadendo la propria linea a governo e parlamento con atti ufficiali; a nessuno dei dirigenti che la rappresenta Fsi-Usae può consentire, ne ora ne mai, di gettare nel cestino la linea politico-sindacale della federazione e agire a titolo personale nel mentre si fregia degli incarichi del sindacato».

«Senza parole»
Tra i primi a reagire in seguito all'accaduto, le cui foto sono diventate virali anche al di fuori dell'Italia, la Comunità ebraica di Novara e Vercelli: «È pazzesco che si manifesti in questo modo. La storia bisogna conoscerla e fatti del genere mi lasciano senza parole», ha sottolineato al quotidiano "La Stampa" Rossella Bottini Treves, Presidente della Comunità.

«È evidente che si tratta di un problema culturale, altrimenti non vedo come sia possibile concepire cose di questo genere - ha precisato -. Non si può accostare una tematica come quella sul Green Pass a quella del filo spinato dei campi di concentramento e della Shoah. A chi ha sfilato a Novara farei delle domande. Mi piacerebbe molto capire. Ecco, allora poi aggiungerei altre considerazioni. Perché nella vita non si può sempre mettersi in cattedra. E questo vale per tutti. Prima di condannare bisogna capire, di sicuro non odiare. Però su un punto bisogna essere inflessibili: la storia, e quella delle persone, va rispettata».

Dura anche la denuncia dal mondo politico, con il deputato Emanuele Fiano che ha parlato di «ignoranza abissale» e Laura Boldrini di «profondo sconcerto». Anche dallo stesso movimento "No Green Pass" è arrivata la denuncia di molti esponenti, su Twitter, che hanno sottolineato come l'agire di pochi abbia messo in cattiva luce l'intero movimento di protesta.

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