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Myitkyina News Journal / afp
Questa immagine sta facendo il giro del mondo.
MYANMAR
09.03.2021 - 16:350

La suora s'inginocchia davanti ai poliziotti: «Non sparate ai bambini, uccidete me»

La foto della religiosa intervenuta per difendere i dimostranti sta facendo il giro del mondo.

YANGON - Questa foto, scattata lunedì e pubblicata oggi, potrebbe senz'altro diventare l'immagine simbolo delle proteste scoppiate in Myanmar dopo il golpe militare.

Ritrae suor Ann Rose Nu Tawng che, inginocchiata davanti a ufficiali di polizia armati nella città settentrionale di Myitkyina, chiede loro con le braccia larghe di non sparare «ai bambini» e di prendere piuttosto la sua, di vita. L'immagine della religiosa cattolica che implora le forze della giunta militare - scattata da un fotografo del Myitkyina News Journal - è diventata virale e ha conquistato numerose lodi, sia nel Paese a maggioranza buddista che nel resto del mondo.

I fatti - Gli agenti erano intervenuti per contrastare una delle numerose manifestazioni di protesta che hanno luogo da settimane in tutto il Myanmar. Suor Ann Rose, insieme a due consorelle, è intervenuta quando li ha visti avvicinarsi ai dimostranti. «La polizia stava cercando di arrestarli ed ero preoccupata per i bambini» ha dichiarato la 45enne, come riferito dal quotidiano britannico Guardian. «Mi sono inginocchiata... implorandoli di non sparare e torturare i bambini, ma di sparare e uccidere me al loro posto». 

Pochi istanti dopo la polizia ha iniziato a sparare sulla folla che si era radunata alle sue spalle. «I bambini sono stati presi dal panico e sono corsi via... Non potevo fare nulla ma pregavo che Dio li salvasse e aiutasse». Suor Ann Rose dice di aver visto un uomo cadere morto davanti a lei, dopo essere stato colpito alla testa, mentre i gas lacrimogeni invadevano l'aria. «Mi sentivo come se il mondo stesse crollando. Sono molto triste che sia successo mentre li stavo implorando».

L'agenzia Afp, che cita fonti delle locali squadre di soccorso, afferma che due persone hanno perso la vita nel corso delle proteste nella città, capitale dello stato di Kachin. Non è chiaro se siano stati uccisi da proiettili di gomma o da colpi d'arma da fuoco.

Non è la prima volta - Da più di una settimana la religiosa ha deciso di opporsi agli interventi armati della polizia e di difendere attivamente i membri della sua comunità. Già in un'occasione si era inginocchiata di fronte agli agenti in tenuta antisommossa. «Mi credevo morta già dal 28 febbraio», ovvero in occasione di quel precedente episodio. «Non posso stare a guardare senza fare nulla, vedendo cosa sta succedendo davanti ai miei occhi mentre tutto il Myanmar è in lutto». Ieri il vescovo locale e le sue consorelle sono intervenuti per darle sostegno. «Eravamo lì per proteggere la nostra sorella e la nostra gente» ha dichiarato una delle suore all'agenzia di stampa.

Dopo il colpo di Stato militare il Myanmar è stato percorso da un'ondata pressoché continua di proteste e manifestazioni, spesso represse con la forza da polizia ed esercito. I morti ormai si contano a decine.

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