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Dal test alla palla di fuoco: esplode il razzo di Jeff Bezos

È successo oggi a Cape Canaveral durante un test di routine.
AFP - JohnCn (@JConcilus) on X / UGC
Fonte Ats
Dal test alla palla di fuoco: esplode il razzo di Jeff Bezos
È successo oggi a Cape Canaveral durante un test di routine.

CAPE CANAVERAL - Il potente razzo "New Glenn" di Blue Origin è esploso durante un test di routine a Cape Canaveral, in Florida, prima di un lancio programmato. La deflagrazione, che ha generato una gigantesca palla di fuoco, era ben visibile anche in diretta streaming. Il test riguardava un razzo senza equipaggio.

L’azienda fondata da Jeff Bezos ha parlato di un’«irregolarità» verificatasi durante la prova. «Nessun dipendente risulta disperso», ha comunicato Blue Origin sulla piattaforma X, aggiungendo che ulteriori informazioni saranno fornite non appena disponibili.

Lo stesso Bezos ha indicato che è già stata avviata un'indagine: «Giornata molto difficile, ma ricostruiremo tutto ciò che deve essere ricostruito e torneremo a volare».

Nel test, che doveva precedere il quarto lancio in programma, avrebbero dovuto accendersi i motori mentre il razzo rimaneva a terra. Secondo i media, il decollo era previsto non prima della prossima settimana. La missione avrebbe dovuto portare in orbita 48 satelliti per il sistema di internet satellitare di Amazon.

Dopo l’esplosione, Blue Origin ha avvertito che nei prossimi giorni e settimane potrebbero essere rinvenuti detriti sulle spiagge. Per ragioni di sicurezza, l’azienda invita a non toccarli e a segnalarli. Il cosmodromo di Cape Canaveral si affaccia direttamente sull’Atlantico. L’autorità federale dell’aviazione statunitense (FAA) ha precisato che non vi sono stati impatti sul traffico aereo.

Con il "New Glenn", Blue Origin punta a competere con SpaceX di Elon Musk, oggi dominante nei voli spaziali commerciali. L’incidente rappresenta un duro colpo. «Estremamente spiacevole», ha commentato Musk su X a corredo di un video dell’esplosione, aggiungendo: «I razzi sono difficili».

La Nasa supporterà un’indagine sull’accaduto e valuterà eventuali ripercussioni sui propri programmi, ha dichiarato il direttore Jared Isaacman. L’agenzia collabora con Blue Origin nel programma lunare. Il "New Glenn", intitolato all’astronauta John Glenn, aveva raggiunto lo spazio in un primo volo nel gennaio 2025, nel secondo aveva portato in orbita due orbiter marziani della Nasa, mentre nel terzo, in aprile, un satellite era stato collocato su un’orbita errata.

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