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MEDIO ORIENTE

Trump lega le trattative con l'Iran agli Accordi di Abramo

Trump propone un approccio multilaterale per includere l'Iran nell'alleanza regionale mediorientale.
AFP
Fonte ats
Trump lega le trattative con l'Iran agli Accordi di Abramo
Trump propone un approccio multilaterale per includere l'Iran nell'alleanza regionale mediorientale.

WASHINGTON - «Nel corso delle discussioni che ho avuto con l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, la Turchia, l'Egitto, la Giordania e il Bahrein, ho affermato che, dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti nel tentativo di ricomporre questo puzzle estremamente complesso, dovrebbe essere obbligatorio che tutti questi Paesi, quantomeno, aderiscano simultaneamente agli Accordi di Abramo», afferma il presidente sul suo social Truth.

I leader dei Paesi arabi «si sentirebbero onorati di accogliere l'Iran tra i firmatari degli Accordi di Abramo. Wow: questa sì che sarebbe una cosa davvero speciale», ha aggiunto Trump richiedendo «con fermezza che tutti i paesi firmino immediatamente gli Accordi di Abramo e che, qualora l'Iran siglasse l'accordo con me, sarebbe un onore accoglierlo anch'esso all'interno di questa impareggiabile coalizione Mondiale».

«Il Medio Oriente risulterebbe unito, potente ed economicamente forte, forse come nessun'altra area in tutto il mondo. Incarico i miei Rappresentanti di avviare il processo volto a includere la firma di tali Paesi nei già storici Accordi di Abramo», ha osservato.

Sempre su Truth, Trump ha ribadito che «i negoziati con l'Iran stanno procedendo bene. Sarà un grande accordo per tutti, oppure nessun accordo affatto. Si tornerà sul fronte di battaglia, a sparare, ma in modo più massiccio e intenso che mai. E nessuno lo vuole».

Dal canto loro, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi si trovano a Doha per incontrare il primo ministro del Qatar e discutere di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra.

I colloqui saranno incentrati principalmente sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, sull'uranio arricchito e sui beni iraniani congelati, come testimoniato dalla presenza di Abd al-Nasser Hemmati, governatore della Banca Centrale iraniana.

Secondo quanto dichiarato da un funzionario iraniana al Washington Post, la riapertura dello Stretto di Hormuz avverrà in fasi. Il funzionario ha sottolineato che nella prima fase gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di beni congelati, avrà inizio lo sminamento e verrà revocato il blocco americano.

Intanto, nel corso di una conversazione telefonica svoltasi oggi, il presidente russo Vladimir Putin e il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, hanno sottolineato l'esigenza di una rapida «soluzione politico-diplomatica della crisi iraniana». Lo ha riferito il Cremlino.

«Nel corso della discussione sulla situazione in Medio Oriente - si legge in una nota del Cremlino diffusa su Telegram - i due leader hanno sottolineato la necessità di raggiungere rapidamente una soluzione politico-diplomatica della crisi iraniana, tenendo conto incondizionatamente degli interessi di tutti gli Stati della regione».

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