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IRAN È morte cerebrale per Armita, Teheran teme le masse

23.10.23 - 16:20
È stata dichiarata cerebralmente morta la sedicenne ricoverata in ospedale lo scorso primo ottobre a Teheran
IMAGO
È morte cerebrale per Armita, Teheran teme le masse
È stata dichiarata cerebralmente morta la sedicenne ricoverata in ospedale lo scorso primo ottobre a Teheran
Le accuse si rivolgono alla polizia morale, che avrebbe massacrato di botte la ragazza perché non portava correttamente il velo

TEHERAN - Massacrata di botte dalla polizia morale. È la pena presumibilmente inflitta ai danni della sedicenne iraniana Armita Garawand il primo ottobre scorso all'interno di un vagone della metropolitana di Teheran. Il motivo? Non indossava correttamente il velo. Ma c'è un problema: la versione ufficiale differisce in maniera sostanziale da quella dell'organizzazione non-governativa Hengaw che per prima aveva denunciato l'accaduto. Stando alle istituzioni del Paese, infatti, la sedicenne avrebbe picchiato la testa in seguito a un calo di pressione. A chi dar ragione? Dopo la morte celebrale della ragazza, annunciata ieri da parte del padre, il governo iraniano teme una nuova ondata di proteste.

Dal materiale video circolato sul web non è stato possibile inchiodare gli agenti della polizia morale: nel filmato, Armita viene trascinata al di fuori di un vagone della metropolitana priva di sensi. Viene appoggiata sul pavimento del binario e successivamente trascinata via da un gruppo di presunti amici. Quello che è successo all'interno del vagone rimane un mistero. Anche se sono molte le voci che confermano il coinvolgimento delle forze dell'ordine, accusate di essere saltate alla gola della ragazza perché non indossava correttamente l'Hijab. 

Una cosa è certa: Armita - ricoverata all'ospedale Fajr di Teheran dal giorno dell'accaduto - è stata dichiarata cerebralmente morta. Ad annunciarlo è stato il padre: «Il cervello di Armita in questo momento non funziona e non c'è speranza per la sua guarigione». Entrambi i genitori si erano accodati alle dichiarazioni del governo, sostenendo la tesi dell'incidente causato dal malore della ragazza. Ma sono in molti a credere che siano stati obbligati ad allinearsi per evitare ripercussioni. 

Nelle settimane scorse era circolata la voce che il governo di Teheran stava mantenendo la sedicenne in vita al fine di scongiurare una nuova ondata di proteste. E questo, malgrado le sue condizioni fossero disperate e irreversibili. Nel tentativo di mantenere la faccenda lontana dall'attenzione pubblica, alla madre di Armita come a svariati giornalisti, era stato vietato l'accesso alla struttura ospedaliera. 

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