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FRANCIASalah Abdeslam in lacrime: «Chiedo scusa alle vittime»

15.04.22 - 16:57
Alla fine del suo ultimo interrogatorio al processo per gli attacchi del 13 novembre, il 32enne ha dimostrato pentimento
AFP
Salah Abdeslam in lacrime: «Chiedo scusa alle vittime»
Alla fine del suo ultimo interrogatorio al processo per gli attacchi del 13 novembre, il 32enne ha dimostrato pentimento
L'unico superstite ha chiesto perdono alle vittime e anche a sua mamma: «Le ho procurato tanto dolore».

PARIGI - Salah Abdeslam, l'unico attentatore superstite del commando del Bataclan, si è «scusato» con le vittime e ha versato qualche lacrima alla fine del suo ultimo interrogatorio al processo per gli attacchi del 13 novembre 2015 a Parigi. «Voglio presentare le mie condoglianze e le mie scuse a tutte le vittime», ha dichiarato l'uomo di 32 anni in aula. «So che c'è ancora dell'odio, oggi vi chiedo di detestarmi con moderazione», ha detto con le lacrime sulle guance.

«Umanità» - «Vi chiedo di perdonarmi», ha aggiunto Abdeslam davanti alla Corte d'Assise speciale di Parigi a conlcusione del suo interrogatorio. Già ieri l'unico terrorista sopravvissuto alle stragi aveva dimostrato il proprio pentimento, dichiarando di non aver rinunciato a farsi esplodere per «paura» ma bensì per «umanità». La sera del 13 novembre, il 32enne decise infatti di non agire, dopo aver visto che il bar in cui avrebbe dovuto far detonare la sua cintura esplosiva era strapieno di gente. «Ho rinunciato - ha raccontato ieri alla corte - perché non avevo né l'esperienza militare, né religiosa per fare questo. Gli altri avevano qualcosa che io non avevo».

«Perdonami mamma» - Alla domanda di una dei suoi legali, Olivia Ronen, se rimpiangesse di non averlo fatto, ha risposto: «Non lo rimpiango, non ho ucciso quelle persone e non sono morto». Il 32enne si è poi messo a piangere parlando del dolore di sua madre e ha chiesto perdono anche agli altri tre imputati con lui, accusati di averlo aiutato durante la fuga: «Non volevo trascinarvi in tutto questo», ha detto. Se le mie scuse potessero «fare bene a una sola delle vittime, per me sarebbe una vittoria. È tutto quello che ho da dire», ha concluso.

Il presidente della corte, Jean-Louis Périès, ha sospeso l'udienza che riprenderà con l'interrogatorio degli altri imputati.

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