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MAROCCORayan, il bimbo caduto nel pozzo è morto

05.02.22 - 21:49
Oltre cento ore, a 32 metri sotto terra, ha lottato per vivere fino alla fine
reuters
Fonte ats ans
Rayan, il bimbo caduto nel pozzo è morto
Oltre cento ore, a 32 metri sotto terra, ha lottato per vivere fino alla fine
Il piccolo è stato estratto morto. Sgomento e dolore tra tutti coloro che hanno atteso fino alla fine speranzosi

RABAT - In Marocco i soccorritori hanno portato il piccolo Rayan fuori dal pozzo, dove era caduto martedì scorso. Rayan è stato portato via in elisoccorso. Poco dopo la notizia che nessuno voleva sentire: il piccolo di 5 anni è stato estratto senza vita.

Alcuni video che circolano in rete mostrano il piccolo trasportato di corsa da una decina di uomini verso un'ambulanza. Una volta in ospedale i medici hanno appurato che per lui non c'era più nulla da fare.
 
Oltre cento ore a 32 metri sotto terra, inghiottito da un pozzo strettissimo, in alcuni punti di soli 20 centimetri di diametro, ha lottato fino alla fine per rimanere vivo. Mentre l'intero Marocco, ma anche il resto del mondo, seguiva in diretta la disperata corsa contro il tempo per salvarlo. «Rayan è vivo, lo tireremo fuori oggi», annunciava il responsabile dei soccorsi nel tardo pomeriggio di oggi.

E tutto era pronto: l'equipe medica all'imboccatura del tunnel di collegamento, l'ambulanza che lo doveva portare all'elicottero e poi in ospedale. 

Un'immensa operazione di salvataggio ha scandito, tra le mille difficoltà, gli intoppi, i rischi di smottamento, le speranze ma anche le delusione, queste lunghissime giornate in cui i soccorritori non si sono mai dati per persi. A cominciare da Ali El Jajaoui, arrivato da Erfoud, divenuto l'eroe del deserto: quell'uomo che di professione fa lo specialista di pozzi, appena appresa la notizia del bimbo, è subito partito dal sud del Paese per raggiungere il villaggio di Rayan. E ha scavato per ore e ore senza fermarsi, a mani nude dopo che un'imponente lavoro di 5 escavatori aveva aperto una voragine che ha permesso di arrivare alla profondità in cui si trovava il bambino. E permesso di realizzare una via di fuga attraverso la posa di tubi che, posizionati orizzontalmente, hanno creato il passaggio della salvezza.

Già ieri sera le operazioni sembravano vicine a recuperare il bimbo. Rayan ha retto abbastanza bene in questi lunghi giorni in cui i soccorritori hanno calato nel pozzo un tubo per fornirgli l'ossigeno. Ha chiesto dell'acqua, ha mangiato qualcosa e ascoltato via radio le parole del padre, Khaled, che poi ha raccontato: «Gli ho parlato, respira a fatica» mentre le telecamere che lo hanno raggiunto lo riprendevano fare qualche piccolo movimento e chiamare 'mamma'.

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