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FRANCIA
07.01.2022 - 20:570

Sette anni dalla strage di Charlie Hebdo

Il settimanale satirico ricorda il triste attacco, in cui persero la vita 12 persone, in chiave ironica.

Hanno avuto luogo anche le consuete commemorazioni ufficiali, cui hanno preso parte il ministro dell'Interno Gérald Darmanin e la sindaca di Parigi Anne Hidalgo.

PARIGI - Sette anni dopo la strage che decimò la sua redazione durante la riunione quotidiana, Charlie Hebdo prende posizione a modo suo contro la crudeltà degli integralisti islamici: nel giorno dell'anniversario e delle commemorazioni, la copertina di "Charlie" si presenta più caustica che mai, con l'ennesimo sberleffo anticlericale contro la violenza e la sopraffazione.

«Voglia di essere dominati? Osiamo l'islamismo» titola sulla copertina il settimanale satirico vittima della strage che ebbe - il 7 gennaio 2015 - una eco mondiale, tanto da dare vita l'11 gennaio, 4 giorni dopo, a un corteo silenzioso di 2 milioni di persone, guidato da capi di stato, di governo e di tutte le istanze religiose. La vignetta disegnata che appare in copertina sotto la scritta ritrae un religioso che - con abbigliamento sadomaso, si fa trascinare da una slitta tirata da una coppia nuda, in cerca di emozione.

Il "dominatore" islamista mette i piedi sulla schiena dei due in cerca di emozioni, e li frusta per farsi trascinare da loro verso un recipiente riempito di Corani. Tante le vignette e gli articoli all'interno che ricordano la strage in cui trovarono la morte 12 persone e altre 11 rimasero ferite.

In una, in particolare, si dà voce alla "commemorazione", con un islamista che - con una sega insanguinata - si è appena tagliato la parte superiore della testa, che comprendeva il cervello. Una donna, accanto, esulta e lo guarda con gli occhi a forma di cuore.

Accanto alla satira iconoclasta di Charlie, si sono svolte oggi le ormai consuete commemorazioni ufficiali, con il ministro dell'Interno, Gérald Darmanin, e la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, che hanno reso omaggio sobriamente alle vittime degli attentati jihadisti contro Charlie e 2 giorni dopo contro il grande magazzino di prodotti ebraici Hyper Cacher, a Parigi.

La cerimonia, come ormai tradizione, si è ripetuta tre volte: prima davanti agli ex locali della redazione di Charlie Hebdo, dove i fratelli Saïd e Chérif Kouachi aprirono il fuoco uccidendo fra l'altro il direttore e disegnatore più noto della testata, Charb, e i vignettisti Cabu e Wolinski.

Poco distante, seconda cerimonia dove fu ucciso l'ufficiale di polizia Ahmed Merabet, che aveva tentato di fermare i fratelli nella loro fuga. Infine, a Porte de Vincennes, davanti al supermercato kosher dove un altro jihadista, Amedy Coulibaly, uccise 3 clienti e un impiegato, ebrei. Nessun discorso, come da volontà dei familiari, solo la lettura dei nomi delle vittime e un minuto di silenzio sulle note della Marsigliese.
 
 

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