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GIAPPONEGiappone: tre pluriomicidi giustiziati «senza preavviso»

21.12.21 - 18:15
Non succedeva dal 2019: tre detenuti sono oggi stati avvisati e poche ore dopo giustiziati mediante impiccagione
Imago / Keystone
Giappone: tre pluriomicidi giustiziati «senza preavviso»
Non succedeva dal 2019: tre detenuti sono oggi stati avvisati e poche ore dopo giustiziati mediante impiccagione
Si è tornati a mettere in atto una pratica che in Giappone ha un buon sostegno, sia dai politici che dai cittadini

TOKYO - Tre uomini sono stati impiccati oggi in Giappone, in una ripresa (dopo due anni) della tanto discussa pratica della pena di morte.

Lo hanno dichiarato i media locali, spiegando che si tratta delle prime esecuzioni sotto il Governo del nuovo Primo Ministro, Fumio Kishida.

Il Giappone, lo ricordiamo, è uno dei pochi Paesi in cui è ancora in vigore la pena capitale, un procedimento che resiste - e il cui sostegno della popolazione è elevato - nonostante i ripetuti appelli all'abolizione invocati dai gruppi internazionali a favore dei diritti umani, e anche da enti sovrastatali quale l'Unione europea.

Come riportato dal Ministro della Giustizia, gli uomini erano un 65enne macchiatosi di un pluriomicidio familiare, e due individui (di 54 e 44 anni) condannati per aver ucciso due dipendenti di una sala pachinko (una sala simile ai casinò).

«Condizioni inumane»
Oltre alle esecuzioni in sé, in molti criticano le condizioni in cui avvengono: Secondo Amnesty International, i detenuti passano in genere anni in isolamento, venendo avvisati solo poche ore prima della loro esecuzione. Nel 2009, Amnesty aveva indicato in un rapporto che il Giappone «sottopone i detenuti nel braccio della morte a punizioni crudeli, inumane e degradanti».

Un altro tema di discussione riguarda l'efficacia dei processi che portano alle condanne: nel 2014, Iwao Hakamada è stato rilasciato dopo aver trascorso più di 45 anni in attesa di essere giustiziato. L'ormai 85enne ha dichiarato di essere stato vittima di «interrogatori violenti» e di una fabbricazione di prove.

Necessaria per contrastare i «crimini atroci»
Dalla politica, però, non c'è segno di volersi smuovere: «Dato che crimini atroci continuano a verificarsi uno dopo l'altro, è necessario giustiziare coloro la cui colpa è estremamente grave, quindi sarebbe inappropriato abolire la pena capitale» ha recentemente commentato il vicesegretario di gabinetto, Seihi Kihara, difendendo l'uso della pena di morte in Giappone.

Al momento, ci sono ancora più di 100 persone in attesa di essere giustiziate. Le ultime esecuzioni in Giappone erano avvenute il 26 dicembre 2019, anno in cui sono stati giustiziati in totale tre criminali. Nel 2018 sono state invece quindici le persone che hanno perso la vita per mano dello Stato.

COMMENTI
 
Güglielmo 7 mesi fa su tio
e bravi i giapponesi non lasciatevi influenzare dai bla bla dei buonisti internazionali.
volabas56 7 mesi fa su tio
Questo era il posto giusto per Anders Breivik, lo stragista di Utoya in Norvegia nel 2011. Invece si trova in una cella di 30 m quadri, con play station,Tv, puo' avere accesso alla palestra e nel 2015 ha intrapreso un corso di scienze politche all'universita' di Oslo. Questi in Giappone sono stati riconosciuti colpevoli di omicidio, quindi niente da dire sulla loro sopressione.
don lurio 7 mesi fa su tio
Giusto Molto Bene un ottima legge . dove non esiste la pena di morte la gente vuole solamente diritti e rifiuta tutti gli obblighi di dovere. Speriamo che venga adottata in ogni stato.
SteveC 7 mesi fa su tio
A quando anche qui in Svizzera?
Viperus 7 mesi fa su tio
Per crimini atroci sono d’accordiasimo, fanno bene.
Gio65 7 mesi fa su tio
Ottima giustizia da quelle parti! 👍
burningsimon 7 mesi fa su tio
Molto bene
seo56 7 mesi fa su tio
E fanno bene!!
Suissefarmer 7 mesi fa su tio
sei malato
BlueShark 7 mesi fa su tio
Molto bene…
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