Reuters
Stati Uniti
18.10.2021 - 09:100
Aggiornamento : 10:02

Rimasti a terra per quasi due anni, i piloti fanno fatica a volare

Dopo la pandemia gli errori e il rischio di disastri aerei sono aumentati. Sotto la lente il caso degli Stati Uniti

NEW YORK - Ci sono errori sul lavoro che possono passare inosservati e altri che possono causare morte e distruzione. È il caso dei piloti degli aerei che a causa dei pochi voli effettuati negli ultimi due anni stanno perdendo la mano e ci sono stati episodi, negli Stati Uniti, che hanno sfiorato il disastro.

Un pilota tornato in cabina dopo essersi dimesso dal coronavirus si è dimenticato di avviare il secondo motore nella fase di decollo e, accortosi dell'errore, ha fermato subito l'aereo. 

Un altro, fermo da sette mesi, stava atterrando e si trovava a 240 metri dal suolo quando si è accorto di non aver abbassato le ruote. Qualche settimana prima, un volo di linea era partito nella direzione sbagliata. L'aereo era pilotato da un comandante che era tornato a bordo per la volta dopo più di sei mesi.

Questi sono solo alcuni esempi riportati da Bloomberg che ha dedicato un articolo alla problematica dei piloti che, fuori allenamento, fanno fatica a riprendere le redini degli aerei. E visto che non è proprio come andare in bicicletta, ci vorrà un po' di tempo prima che riprendano totalmente la mano. I tre casi citati sono avvenuti negli scorsi mesi, quando i piloti americani sono tornati al lavorare più o meno regolarmente.

Alcuni piloti hanno raccontato in modo confidenziale i propri errori. Questi vengono archiviati in un database progettato per identificare le minacce emergenti alla sicurezza. Il programma è finanziato dalla Federal aviation administration americana, che inizia a mostrare una certa preoccupazione per i diversi errori umani che si stanno verificando in gran parte del mondo.

La società di consulenza Oliver Wyman ha riportato che ci sono almeno 100'000 piloti che, a causa dei tagli, lavorano molto poco e molti di loro non lavorano da più di 18 mesi. Ciò che si teme di più è come una dimenticanza o una mancanza di allenamento possano velocemente portare alla tragedia.

C'è carenza di piloti

I mesi fermi, hanno costretto le compagnie aeree a una massiccia sospensione dei suoi lavoratori. Ma ora che il settore sta ripartendo, fanno fatica ad assumere quelli che avevano licenziato, o che avevano deciso di andare in pensione, e anche a trovarne di nuovi.

Secondo la Oliver Wyman «data la natura globale dello shock causato dalla pandemia, riteniamo che tra i 25 e 35'000 piloti attuali e futuri potrebbero scegliere percorsi di carriera alternativi nel prossimo decennio». L'azienda di consulenza stima che già alla fine di quest'anno la carenza di piloti verrà sentita e che entro il 2025 potrebbero mancarne 34'000 all'appello o 50'000 nello scenario più estremo.

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