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PENISOLA BALCANICA
09.10.2021 - 07:300

La Croazia, la Grecia, e quei «respingimenti violenti» al confine

L'Unione europea indaga su un report riguardo ad «azioni violente contro i migranti», in Croazia e Grecia

Accuse che «danneggiano la reputazione di tutta l'Ue», secondo la Commissaria agli affari interni Ylva Johansson

ZAGABRIA / ATENE - Manganellate, colpi, deportazioni e respingimenti violenti, per far tornare i migranti aldilà del confine dell'Unione europea.

La Croazia e la Grecia, in seguito alle notizie di abusi riportate sui media internazionali e all'apertura di un'indagine in seno all'Ue, hanno ammesso di aver respinto «con la forza» dei richiedenti d'asilo dai confini esterni dell'Ue, annunciando il lancio di indagini interne.

Secondo un report pubblicato gli scorsi giorni da diversi media a livello internazionale - tra cui l'emittente svizzera SRF e il quotidiano tedesco Spiegel - delle «forze speciali» croate e greche effettuano «delle operazioni segrete» per contrastare i migranti con violenza. In Croazia si segnalano ad esempio episodi «dove i migranti sono stati picchiati e riportati in Bosnia», con gli agenti coinvolti che «non indossano numeri identificativi, ma passamontagna e uniformi senza indicazioni». In Grecia, invece, l'attenzione è più concentrata sugli arrivi via mare: diversi report indicano che sia soprattutto la guardia costiera ad agire in modo violento e spietato contro i rifugiati, abbandonandoli anche «alla deriva» nel Mar Egeo. Lo riporta l'agenzia stampa AFP.

«Poliziotti sospesi»
Il capo della polizia croata, Nikola Milina, ha ieri dichiarato che tre agenti - che sono stati identificati da alcuni video, per aver respinto con violenza dei migranti - sono stati sospesi, e che un'indagine interna è stata aperta a riguardo. «Il nostro interesse è che questo caso sia completamente risolto», ha poi aggiunto Milina, «non vogliamo che un incidente del genere offuschi l'immagine della polizia croata e il buon lavoro che svolge nel controllo delle frontiere e nella lotta contro i trafficanti», ha concluso. 

La Grecia, che aveva inizialmente negato categoricamente le accuse, ha ieri ceduto alle pressioni di Bruxelles: «Ogni accusa sarà indagata dalla magistratura greca», ha dichiarato a riguardo il Ministro dell'immigrazione, Notis Mitarachi.

«Proteggere confini e valori»
A richiamare alla responsabilità Zagabria ed Atene è stata in particolare la Commissaria Ue agli Affari interni, Ylva Johansson, che ha dichiarato che sebbene sia importante «proteggere i confini», lo è altrettanto «proteggere i valori, lo stato di diritto e i diritti fondamentali».

«I report pubblicati su quanto avviene sono scioccanti», ha poi aggiunto la Commissaria, spiegando che «queste accuse danneggiano la reputazione di tutta l'Ue». Anche perché alcuni media internazionali hanno parlato anche di un uso improprio dei fondi europei.

Croazia e Grecia si trovano sulla rotta balcanica utilizzata dai migranti che fuggono dalla guerra e dalla povertà in Medio Oriente, Asia e Africa, diretti verso l'Europa occidentale.

Commenti
 
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Tato50 3 mesi fa su tio
E qualche Nazione ha deciso di erigere muri per non lasciarne passare nemmeno uno e la "bionda" ha detto che non avranno un Euro per farlo. Chissenefrega, usano il miliardo che ricevono dalla Confederella visto che sono soldi che vanno ai Paesi dell'Est ;-((
seo56 3 mesi fa su tio
E fanno bene! Bisogna difendere i propri confini.
dan007 3 mesi fa su tio
E uno scempio questo esodo
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