Keystone
STATI UNITI
24.06.2021 - 12:260
Aggiornamento : 16:57

Quelle tracce del Covid prima del dicembre 2019 pubblicate sul Cloud

Erano state postate e poi cancellate da un team cinese, uno studioso americano però le ha ritrovate

NEW YORK - Erano state pubblicate su un database internazionale per la ricerca medica e, qualche tempo dopo, cancellate. Ne ha recentemente recuperate, anche se solo 13 su 241, un ricercatore americano particolarmente zelante.

La storia, decisamente singolare, la riporta il New York Times nell'edizione di oggi e parla di sequenze genetiche del coronavirus postate sul web da alcuni scienziati di Wuhan che lasciano a presagire come il virus, in realtà, fosse in circolazione da prima di quel primo caso annunciato a dicembre 2019.

A scoprire sul Cloud la cancellazione dei file - avvenuta nel 2020 - è stato Jesse Bloom del Fred Hutchinson Cancer Research Center, che con una buona dose d'ingegno è riuscito a recuperarne almeno una parte. In seguito ha poi redatto uno studio che non è però ancora stato valutato, né pubblicato: «è come se qualcuno abbia voluto farle sparire», scrive nel suo saggio.

Una tesi, questa, che però non fa l'unanimità della comunità scientifica che ritiene come la rimozione dal web di studi e dati non di primo piano, come è il caso di quelli cinesi, possa benissimo capitare.

Malgrado ciò, e sebbene siano state ottenute attraverso canali decisamente peculiari, queste sequenze restano tasselli fondamentali per ricostruire l'evoluzione e la diffusione del virus, ripercorrendo a ritroso le tracce delle sue mutazioni.

La cosa davvero interessante nella scoperta di Bloom riguarda il fatto che questi 13 campioni - in qualche modo - possono colmare il vuoto che c'è fra il SARS-CoV-2 originale (quello riscontrato nei pipistrelli) e quello che si è diffuso a partire dal mercato di Wuhan, che mostra diversi gradi di mutazione in più. L'ipotesi, quindi, è che il virus fosse già in circolazione per la città cinese già da qualche tempo.

Questo, attenzione, non significa per forza di cose che la teoria di cui negli ultimi tempi si parla molto (e su cui Joe Biden ha richiesto un rapporto d'intelligence), ovvero quella della fuga dal laboratorio di virologia di Wuhan, sia confermata. Quella del passaggio animale-uomo resta altrettanto possibile, e assolutamente non esclusa.

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