Latte in polvere, morto un terzo bambino

Quattordici, invece, sono le ospedalizzazioni registrate - tre in più rispetto al precedente bilancio
PARIGI - Salgono a tre i bebè deceduti in Francia che hanno consumato latte in polvere interessato dalla recente ondata di richiami per via della tossina cereulide. In precedenza si era parlato di due neonati morti.
Lo hanno indicato le autorità sanitarie francesi, precisando che in questa fase non è ancora stato stabilito alcun rapporto causale fra i prodotti e i decessi: sono in corso inchieste giudiziarie. Quattordici, invece, sono le ospedalizzazioni registrate - tre in più rispetto al precedente bilancio - sempre senza un legame ancora accertato.
La crisi della cereulide, una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus, è nota dallo scorso dicembre, quando Nestlé ha rilevato la sostanza tramite controlli interni. In gennaio sono partiti i primi richiami, che ora coinvolgono decine di paesi. La vicenda interessa anche altre grandi aziende del settore, come Danone e Lactalis. La causa dei problemi è stata identificata in un olio contaminato proveniente da un fornitore cinese, utilizzato come ingrediente.
In Francia è stata avviata un'indagine sanitaria per accertare eventuali responsabilità. Parallelamente, l'ong Foodwatch e alcune famiglie hanno sporto denuncia contro lo stato e i produttori, accusati di aver ritardato i richiami e l'informazione al pubblico. La Francia è l'unico paese europeo ad aver registrato decessi dopo il consumo accertato dei latti incriminati. Altri stati hanno segnalato ospedalizzazioni, ma senza ancora alcun nesso causale dimostrato.



