Keystone
MALTA
17.01.2021 - 12:020

Caso Caruana Galizia: uno dei sicari tratta per una riduzione della pena

Sarebbe pronto ad ammettere la propria colpa. L'apertura arriva dopo il rifiuto del governo di perdonarlo.

LA VALLETTA - Un pentito tra i tre presunti sicari di Daphne Caruana Galizia - arrestati e incriminati come esecutori materiali dell'omicidio della giornalista maltese avvenuto il 16 ottobre 2017 - ha aperto un negoziato con l'ufficio del Procuratore Generale maltese per ottenere una riduzione di pena in cambio di un'ammissione di colpa e della sua testimonianza in tribunale.

Lo rivela il Times of Malta citando fonti anonime che avrebbero confermato l'offerta da parte del pregiudicato Vince Muscat, detto Il-Kohh, di dichiararsi colpevole.

Stando alle fonti, giovedì scorso i legali di Muscat hanno avuto un incontro con funzionari della Procura Generale per presentare la proposta, all'indomani del rifiuto opposto dal governo maltese alla richiesta di perdono tombale chiesto da Muscat a dicembre 2019.

Finora l'uomo, che venne arrestato già a dicembre 2017 assieme ai fratelli Alfred e George Degiorgio, si è sempre proclamato innocente pur avendo già cominciato nella primavera 2019 a contribuire alle indagini che sette mesi dopo portarono prima all'arresto dell'intermediario di morte Melvin Theuma, poi all'incriminazione del presunto mandante, il milionario Yorgen Fenech, infine alla caduta del governo di Joseph Muscat per il coinvolgimento del capo di gabinetto Keith Schembri e del ministro Konrad Mizzi. Theuma ottenne il condono tombale in cambio delle sue rivelazioni e delle prove che aveva raccolto come autoassicurazione sulla vita.

Prima dell'arresto di Theuma, avvenuto il 14 novembre 2019, la Procura Generale aveva già offerto a Vince Muscat la riduzione della pena a 12 anni di prigione in cambio della sua testimonianza sul complotto che ha ucciso Daphne Caruana Galizia, ma anche su almeno un'altra dozzina di atti criminali che hanno insanguinato l'isola negli ultimi venti anni. Muscat rifiutò la proposta e i suoi legali presentarono la richiesta di perdono tombale bocciata dal premier Robert Abela e dal gabinetto dei ministri mercoledì scorso.
 
 

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