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Una persona si lava le mani a una fontanella installata dalla Croce Rossa a Giuba, la capitale del Sudan del Sud, uno dei Paesi più poveri al mondo
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13.06.2020 - 14:230
Aggiornamento : 14:49

Coronavirus: servono 90 miliardi di dollari di aiuti ai Paesi poveri

A invocarli è l'Onu, che invita a vederli come un investimento. Sono l'1% di quanto messo in campo per l'economia.

NEW YORK - Investire negli aiuti umanitari per limitare l'impatto catastrofico del Covid 19. È quanto è stato sottolineato nel corso dei quattro giorni in cui il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (Ecosoc), riunitosi virtualmente, ha preso in esame l'integrazione economica al Piano di risposta umanitaria globale alla pandemia.

La pandemia, è stato ribadito, «rischia di essere catastrofica nei paesi in via di sviluppo». Il Consiglio ha stimato che il costo della protezione del 10% della popolazione più vulnerabile dei paesi più poveri del mondo ammonterebbe a 90 miliardi di dollari. «Si tratta di una grossa somma - ha dichiarato Mark Lowcock, coordinatore delle emergenze delle Nazioni Unite - ma è pari solo all'1% di quello che i paesi più ricchi del mondo stanno mettendo in campo per salvare l'economia globale».

Dunque è necessario che i Paesi membri si impegnino a finanziare il Piano di aiuti e a fornire finanziamenti flessibili in grado di rendere possibile un processo decisionale rapido e agile. «Investire ora permetterà di ridurre la gravità del problema ed evitare una risposta molto più costosa negli anni a venire», ha aggiunto.

Aprendo i quattro giorni di lavori il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres aveva dichiarato: «Anche prima dell'arrivo del virus il mondo si stava confrontando con un livello di sofferenza umana senza precedenti. Oggi il Covid-19 minaccia di accrescere la fame e la povertà e di annullare decenni di impegno e progressi in favore dello sviluppo».

«Dobbiamo essere tutti solidali con coloro che sono meno in grado di proteggersi dal virus», ha detto. «Non è solo la cosa giusta da fare, è l'unico modo per affrontare la sfida», ha aggiunto.

I temi sul tavolo del vertice hanno spaziato dalla situazione nella vasta regione del Sahel alla violenza sessuale e di genere, all'aiuto agli sfollati interni e alla risoluzione di problemi sanitari sempre più complessi in contesti umanitari. I partecipanti hanno anche discusso dei modi in cui le nuove tecnologie e l'innovazione possono rendere più efficace il lavoro umanitario.

Guterres ha sottolineato l'importanza di fornire sostegno alle organizzazioni non governative a livello locale, nazionale e internazionale, con particolare attenzione alle esigenze e alle priorità specifiche di donne e bambini.

«Allo stesso tempo, non dobbiamo trascurare i più ampi fattori di sofferenza nel mondo, tra cui le disuguaglianze persistenti, i cambiamenti climatici e i conflitti prolungati», ha proseguito il Segretario generale, ribadendo la sua richiesta di un immediato cessate il fuoco umanitario in tutti gli angoli del mondo.

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