CANTONE
19.09.2013 - 13:300

IVA per i padroncini frontalieri, la mozione Cassis raccoglie l'unanimità

Grande soddisfazione tra le fila della Deputazione ticinese alle Camere federali

BERNA - l problema dei "padroncini" e lavoratori distaccati che operano nelle zone di confine, Ticino in particolare, è reale. Ne è cosciente il Consiglio nazionale che all'unanimità dei 172 deputati presenti ha approvato oggi una mozione sull'IVA depositata da Ignazio Cassis (PLR/TI).

Il ticinese si è scagliato contro quella che lui stesso ha definito "seccante distorsione della concorrenza". L'artigiano estero è infatti esentato dal pagamento dell'IVA fino ad un importo massimo di 10'000 franchi. Oltre questa cifra, in taluni casi a pagare l'IVA non è il lavoratore estero bensì chi riceve la prestazione (il cliente).

Tale norma vale per quegli artigiani che non sono iscritti al registro IVA. L'annuncio è obbligatorio unicamente per un fatturato annuo in Svizzera superiore ai 100'000 franchi.

Il problema, per Cassis, è che la popolazione non è al corrente del fatto che deve pagare l'IVA su questi lavori. Per questo motivo il ticinese chiede, con la sua mozione, che l'Amministrazione federale delle contribuzioni possa ricevere le notifiche di lavoro che gli artigiani esteri sono obbligati a compilare in modo da avvisare i clienti per iscritto.

Grazie a questa misura si potrà alleviare la pressione che grava sugli artigiani svizzeri. Attualmente, ha affermato Cassis, il mercato diventa sempre più irraggiungibile per le piccole aziende elvetiche che sono automaticamente più care dell'8% (ossia l'ammontare dell'IVA, ndr) rispetto alla concorrenza estera. "La situazione è diventata insopportabile".

È quindi urgente dare una risposta alle forti preoccupazioni delle PMI. Affrontando seriamente questi problemi è poi possibile conquistare la fiducia della maggioranza della popolazione, cosa necessaria "per evitare decisioni popolari nefaste" nelle prossime votazioni.

La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha riconosciuto che la situazione è problematica, ma ha messo in dubbio l'efficacia del metodo proposto da Cassis. I dati presenti sulle notifiche non sempre permettono di identificare il destinatario della prestazione, ha spiegato la ministra delle finanze.

Sul formulario di notifica si deve infatti indicare soltanto indirizzo e località del luogo dove si effettua il lavoro. Il luogo d'impiego (ad es. un cantiere) non coincide però necessariamente con l'indirizzo del destinatario. E anche quando i due luoghi coincidono, non è sempre possibile individuare il cliente finale, ad esempio quando diverse persone hanno lo stesso indirizzo.

Per Widmer-Schlumpf, inoltre, la mozione non è necessaria. Gli obiettivi in essa contenuti possono infatti essere raggiunti con la revisione ordinaria della Legge sull'IVA che sarà sui banchi del Consiglio degli Stati la settimana prossima.

Questa revisione contiene diversi miglioramenti: è ad esempio previsto che l'obbligo di iscrizione al registro IVA venga esteso a tutte le aziende estere con un fatturato di almeno 100'000, indipendentemente da dove questo giro d'affari viene conseguito, ha spiegato Widmer-Schlumpf. Le sue argomentazioni non hanno però convinto nessuno visto che la mozione è stata approvata all'unanimità. Il Consiglio degli Stati deve ancora esprimersi.

 

ats

 

 

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