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CANTONE"La politica in Ticino? Meno avvocati, meno comizi e più web"

07.01.13 - 12:00
Un nuovo studio sulle elezioni del Gran Consiglio ticinese del 2011 mostra i cambiamenti in atto di chi vuole fare politica ed essere eletto
Foto Ti-Press
"La politica in Ticino? Meno avvocati, meno comizi e più web"
Un nuovo studio sulle elezioni del Gran Consiglio ticinese del 2011 mostra i cambiamenti in atto di chi vuole fare politica ed essere eletto

BELLINZONA - Se stai abitualmente su facebook, interagisci con i portali informativi e hai un sito personale aggiornato hai più possibilità di essere eletto di chi usa il web solo per la campagna elettorale o attraverso il sito del partito. E’ solo uno dei tantissimi dati contenuti nello studio sulle elezioni del Gran Consiglio ticinese del 2011, curato dall’Osservatorio della vita politica regionale (Ovpr) dell’Università di Losanna e con autori Andrea Plata, Mattia Pacella, Oscar Mazzoleni. Le elezioni cantonali ticinesi dell'aprile 2011 hanno visto alcuni cambiamenti rilevanti degli equilibri politici. Ne mostriamo qualcuno:

Se non usi il web non vinci - Anche in Ticino, Internet è il mezzo per fare campagna elettorale che conosce il suo massimo sviluppo negli ultimi otto anni, sia come diffusione tra tutti i candidati sia come efficacia per essere eletti.

 

I social network primeggiano questa classifica per quanto riguarda gli eletti: ben il 75% di essi ne ha fatto uso. Al secondo posto troviamo il sito Internet personale, il 71,9% degli eletti possiede un sito personale, mentre è minore la quota dei non eletti che fa lo stesso. In terza posizione abbiamo l’utilizzo di portali informativi. Il 65,2% degli eletti ne ha fatto uso contro il 52,6% sul totale dei non eletti. All’ultimo posto con molta distanza troviamo l’utilizzo di un blog personale. Chi usa il web da molto tempo ha maggiori contatti e possibilità di essere eletto. Gli eletti sono complessivamente più propensi a utilizzare un sito personale da almeno 6 mesi.

Per i portali informativi degli eletti, il 42,4% ne fa un uso di lungo periodo e il 22,7% solo in campagna elettorale. Scrivere annunci o lettere su un sito Internet informativo è quindi una pratica che gli eletti sfruttano già prima della campagna elettorale. I candidati non eletti fanno invece un uso di questo mezzo prevalentemente solo a ridosso della propria candidatura.

 

La scelta dei candidati - Le principali liste, dotate appunto di partiti politici veri e propri, tendono a prediligere una selezione a più stadi, che inizia dalle sezioni comunali, sale ai distretti per arrivare alla ratifica cantonale. Questo percorso non è sempre lineare e in alcuni casi è la dirigenza o il segretariato del partito cantonale a fare pesare il proprio ruolo. Pressoché tutte le liste interpellate mostrano difficoltà nel comporre le liste per il Gran Consiglio. Ma le difficoltà non risiedono tanto nel tentativo di trovare un numero sufficiente di candidati, quanto nel riuscire a comporre una lista ritenuta equilibrata: nella rappresentanza territoriale (ossia la volontà di disporre di candidati provenienti dall’intero territorio cantonale) ma anche nella disposizione di un numero minimo di donne o di giovani, di candidati che esercitano determinate professioni ecc. L’incontro fra aspiranti candidati e liste avviene in forme diverse. Mentre nei partiti “storici”, (PLR, PPD,PS), sono soprattutto i responsabili della lista ad avere sollecitato le candidature, nel caso della Lega, e di più piccole organizzazioni come i Verdi e l’UDC, una maggioranza di candidati dichiara di avere anzitutto segnalato la propria disponibilità ad entrare in lista.

 

Comizi e altro - Nelle ultime tornate, le elezioni cantonali ticinesi hanno vissuto un processo di crescente personalizzazione. Nel 2011, i tradizionali comizi organizzati dai partiti, con candidati dello stesso partito, pur mantenendo la loro importanza, hanno subito un’ulteriore flessione, a conferma di una tendenza in atto da più legislature. Cresce invece l’uso delle affissioni murali o stradali (nel 2011, il 29% dei candidati al Gran Consiglio ha dichiarato di averne fatto uso nella campagna, rispetto al 5% rilevato da un’analoga inchiesta del 2003). Emergono nuove forme di comizio che coinvolgono singoli candidati di partiti diversi.

 

Non solo medico e avvocato - L’analisi degli eletti al Gran Consiglio del 2011 rileva una maggiore inclusione di categorie tradizionalmente escluse dalle cariche parlamentari dal punto di vista del livello di formazione e della professione esercitata. Ad esempio, la quota di eletti con una professione liberale (avvocati, medici, ecc.) è in calo rispetto alle tornate precedenti.

Se la professione di avvocato (e/o notaio), fra gli anni ’70 e 2000, era esercitata in media dal 21% degli eletti, nel 2011 questa quota è scesa al 15,5%. Per contro, l’accesso dei più giovani e delle donne non si discosta significativamente dalle passate tornate elettorali. D’altro canto, si osserva un calo della quota di chi può contare su una carriera politica di lungo corso, in termini di legislature in parlamento e di esperienza politica acquisita all’interno del partito.

 

La versione integrale dello studio è scaricabile qui

 

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