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LUGANO

Airbnb a Lugano: «Bisogna intervenire per evitare conflitti con i residenti»

Il gruppo La Sinistra, dopo una prima interrogazione sul fenomeno, rilancia una serie di domande per l'Esecutivo.
TiPress
Fonte RED
Airbnb a Lugano: «Bisogna intervenire per evitare conflitti con i residenti»
Il gruppo La Sinistra, dopo una prima interrogazione sul fenomeno, rilancia una serie di domande per l'Esecutivo.

LUGANO - Il fenomeno Airbnb a Lugano continua a occupare la politica cittadina. Dopo una prima interrogazione inoltrata in Municipio a marzo del 2025, il gruppo La Sinistra (primo firmatario: Carlo Zoppi) torna alla carica con un'altra serie di domande per l'Esecutivo.

«Per il Municipio - si legge nel testo dell'interpellanza - il fenomeno degli appartamenti in affitto breve a scopo turistico va ben strutturato e analizzato al fine di identificare sia le situazioni problematiche e i conflitti che comporta, sia le opportunità e le ricadute positive che genera».

In tal senso «il Municipio riconosce che il fenomeno pone dei quesiti quando esso comporta un conflitto con un precedente utilizzo a destinazione residenziale primaria, in particolare in contesti di pigioni moderate, e quando comporta interventi su scala condominiale dove interi edifici vengono trasformati in Airbnb con disdette agli inquilini attuali». Allo stesso tempo, in termini quantitativi, «il fenomeno può porsi in concorrenza con la residenza primaria secondo il Municipio dal momento in cui dovesse raggiungere percentuali significative».

Allo stato attuale, questi appartamenti interessano meno del 2% del parco immobiliare del territorio comunale. «Il fenomeno però permette al contempo di rilanciare vitalità in aree che presentano tassi di vuoto permanente elevato, spesso nelle aree di nucleo storico, limitando in questo modo anche la presenza di abitazioni secondarie e relativi letti freddi. L’indotto economico generato dagli affitti brevi va a beneficio di commerci ed esercenti locali. Siamo d’accordo a livello teorico con il Municipio, ma non possiamo essere completamente rassicurati che il fenomeno non diventi con il tempo problematico».

Le domande al Municipio:

    • Ci sono quartieri o stabili con una concentrazione elevata di affitti brevi? Quali sono?
    • Ritiene utile il Municipio, per un migliore monitoraggio della situazione, inserire all’interno delle analisi e raccolte di dati dell’Ufficio di statistica comunale, anche la categoria “abitazione primaria/secondaria utilizzata per locazioni di breve durata a scopi turistici superiori a 90 giorni complessivi per anno civile?
    • Il Municipio intende intervenire con modifiche ai regolamenti edilizi o alle NAP nelle zone in cui esiste un rischio di sovrabbondanza/conflitto dovuti a questi appartamenti?
    • Il Municipio si è dato una soglia in cui la concentrazione di troppi appartamenti con affitti brevi possa essere considerata problematica? Se si qual è questa soglia?
    • Il Municipio in che modo intende inserire nelle future NAP un controllo/limitazione di questo genere di appartamenti in base alle esigenze di accesso all’alloggio primario della popolazione a livello locale?
    • A quanto ammonta l’importo totale riscosso della tassa di soggiorno per gli appartamenti Air BnB? C’è una collaborazione con i servizi comunali per questo compito per evitare mancate riscossioni? Come funziona nel dettaglio la ripartizione di responsabilità e incasso tra OTR e ATT?
    • Ritiene utile il Municipio, per monitorare l’evoluzione della situazione, creare un registro comunale degli appartamenti ad affitto breve presenti sul territorio della Città? Se no quali alternative a questa proposta concreta ritiene il Municipio utile per monitorare la situazione ed evitare abusi e conflitti con i residenti alla ricerca di una residenza primaria?
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