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«Per una scuola al passo con i tempi»

Il Centro e i Giovani del Centro hanno presentato oggi una mozione per aprire una riflessione più ampia sul futuro della scuola ticinese.
TiPress
Fonte RED
«Per una scuola al passo con i tempi»
Il Centro e i Giovani del Centro hanno presentato oggi una mozione per aprire una riflessione più ampia sul futuro della scuola ticinese.

LUGANO - Una scuola capace di stare al passo con le trasformazioni digitali e di preparare i giovani alle competenze richieste dalla società contemporanea. È questo l’obiettivo della mozione presentata oggi mercoledì 11 marzo dal Centro e dai Giovani del Centro, intitolata «Per una scuola al passo con i tempi: aggiornare l’obbligo scolastico all’era digitale».

La mozione parte da una constatazione: la scuola ha il compito di formare le nuove generazioni e deve quindi interrogarsi costantemente sui propri contenuti e strumenti rispetto ai cambiamenti della società. In un contesto segnato dalla rapida diffusione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, secondo i promotori è necessario rafforzare in modo strutturato l’insegnamento del pensiero computazionale, dell’informatica e delle basi dell’intelligenza artificiale all’interno della scuola dell’obbligo, attraverso un aggiornamento della Legge della scuola.

L’obiettivo non è trasformare tutti gli studenti in informatici, ma fornire a tutti le competenze necessarie per comprendere e utilizzare consapevolmente le tecnologie.

Nel suo intervento, il presidente cantonale del Centro Fiorenzo Dadò ha sottolineato come oggi manchi una strategia chiara e coerente sull’insegnamento dell’informatica nella scuola dell’obbligo. «In Svizzera non esiste ancora una strategia nazionale uniforme per l’insegnamento strutturato dell’informatica e dell’intelligenza artificiale», ha affermato, ricordando come diversi Paesi europei abbiano già introdotto questi contenuti nei programmi scolastici. «Saper usare uno smartphone non significa comprenderne i meccanismi e le implicazioni».

Giovanna Pedroni, presidente dei Giovani del Centro Ticino e ricercatrice in salute pubblica, ha evidenziato la necessità di aggiornare la scuola alla realtà attuale. «Il pensiero computazionale non significa semplicemente stare davanti a uno schermo: è un modo di ragionare che sviluppa capacità analitiche utili in molti ambiti della vita». La presidente dei Giovani del Centro ha inoltre ricordato come l’intelligenza artificiale trovi applicazioni in numerosi settori, dalla medicina alla ricerca storica.

Giona Fieni, consigliere comunale di Caslano e ricercatore al politecnico federale di Zurigo, ha invece rimarcato l’importanza di formare giovani capaci di utilizzare la tecnologia in modo critico e consapevole, mentre Alessio Ghisla ha sottolineato il ritardo dell’attuale sistema scolastico: «Oggi l’informatica nella scuola ticinese è insegnata per sole dodici ore». Con questa mozione, il Centro e i Giovani del Centro intendono avviare una riflessione più ampia sul futuro della scuola ticinese, con l’obiettivo di garantire ai giovani gli strumenti necessari per orientarsi in un mondo sempre più tecnologico.

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