142: «Passo importante, ma...»

Il gruppo PS–GISO–Forum Alternativo interroga il Cantone sulle prossime azioni contro la violenza domestica dopo l’attivazione del nuovo numero d'aiuto.
Il gruppo PS–GISO–Forum Alternativo ha presentato un’interpellanza urgente al Consiglio di Stato per chiedere quali ulteriori misure intenda adottare il Cantone nella lotta alla violenza domestica e di genere. Il testo, firmato dalla deputata Tessa Prati (PS), prende spunto dall’annuncio del Governo cantonale sull’attivazione, dal 1° maggio, del numero nazionale 142, nuova linea di accesso per le persone vittime di violenza o in situazione di vulnerabilità.
Il servizio, disponibile 24 ore su 24 anche in Ticino, offrirà consulenza, orientamento e sostegno e si inserisce negli impegni assunti dalla Svizzera con la ratifica della Convenzione di Istanbul nel 2018, che prevede tra l’altro la presenza di servizi di consulenza permanenti e facilmente accessibili per le vittime.
Secondo Prati, l’introduzione del numero unico rappresenta «un passo concreto» per migliorare l’accessibilità ai servizi di aiuto. Tuttavia, sottolinea l’interpellanza, uno strumento di questo tipo non può da solo esaurire la risposta istituzionale di fronte alla violenza domestica. Diverse organizzazioni segnalano infatti lacune nell’attuazione complessiva della Convenzione di Istanbul in Svizzera.
Il tema è tornato con forza d’attualità anche in Ticino dopo due femminicidi avvenuti nelle prime settimane del 2026 (ricordati tra l'altro oggi dello stesso direttore del DSS, Raffaele De Rosa. Episodi che, ricorda il testo, rappresentano solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più ampio e spesso sommerso: secondo l’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo, solo tra il 10% e il 22% delle persone vittime di violenza domestica si rivolge alla polizia.
Nell’interpellanza si chiede quindi al Consiglio di Stato come intenda far conoscere alla popolazione il nuovo numero 142 e se siano previste campagne di informazione e sensibilizzazione (di fatto già preannunciate oggi in occasione della presentazione del servizio). I deputati domandano inoltre come il servizio sarà integrato con le strutture già esistenti, come il Servizio per l’aiuto alle vittime di reati, le case protette, la polizia e i servizi sociali.
Tra le altre questioni sollevate figurano la disponibilità di posti nelle strutture protette per donne e figli, la tutela dei minori testimoni di violenza domestica, i programmi di prevenzione e di accompagnamento per gli autori di violenza e le risorse finanziarie destinate dal Cantone alla prevenzione e al sostegno alle vittime.



