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LUGANO

«Perché le persone sono state identificate?»

Interrogazione dei Verdi sul presidio antifascista del 21 febbraio. «Il Municipio approva che la polizia minacci l’uso di lacrimogeni e proiettili di gomma nei confronti di manifestanti pacifici?»
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«Perché le persone sono state identificate?»
Interrogazione dei Verdi sul presidio antifascista del 21 febbraio. «Il Municipio approva che la polizia minacci l’uso di lacrimogeni e proiettili di gomma nei confronti di manifestanti pacifici?»

LUGANO - Fa ancora parlare di sé il presidio antifascista organizzato sabato 21 febbraio.

Danilo Baratti, Marisa Mengotti e Luisa Ortelli, per il gruppo Verdi e indipendenti, hanno presentato un'interrogazione al Municipio di Lugano sulla falsariga dell'interpellanza presentata da La Sinistra nei giorni scorsi. Al centro del documento, quindi, «ma con domande dal taglio un po' diverso», la proporzionalità, le modalità operative, «le minacce e i principi democratici».Si tratta del quinto atto parlamentare sulla vicenda.

Il presidio, a cui hanno partecipato numerose persone di diversa età, «si è svolto in modo pacifico, senza turbare la vita cittadina. Eppure si è assistito a un imponente dispiegamento di forze dell’ordine, con la presenza di agenti provenienti anche da altri Cantoni, cordoni di sicurezza, controlli all’accesso alla Piazza Manzoni e l’annuncio della possibile dispersione forzata dell’assembramento».

Proseguono gli interpellanti: «Secondo quanto riportato e documentato dai media, nei primi minuti sarebbe stata richiesta l’identificazione delle persone che intendevano accedere a uno spazio pubblico. Nel corso del presidio la polizia ha minacciato di ricorrere a mezzi coercitivi quali gas lacrimogeni e proiettili di gomma in caso di mancato scioglimento entro un termine indicato (di 10 minuti)... misure che avrebbero, quelle sì, creato turbamento, e alle quali si è poi saggiamente rinunciato. Nel contempo, è stato segnalato che un gruppo dichiaratamente fascista si sarebbe riunito in un’altra zona della città (Cornaredo) senza un dispiegamento visibile di forze dell’ordine».

La tutela dell’ordine pubblico è un compito fondamentale dello Stato e non si mette qui in discussione il ruolo delle forze dell’ordine. Tuttavia sorgono interrogativi, espressi anche nell’interrogazione 4371, sulla proporzionalità delle misure adottate, sulla loro base legale e sul messaggio trasmesso alla cittadinanza.

La Confederazione svizzera «si fonda sui principi dello Stato di diritto, della democrazia, della dignità umana e della tutela delle minoranze. L’ordinamento giuridico svizzero non è neutrale rispetto a ideologie che negano tali principi, come dimostra anche l’esistenza della norma penale contro la discriminazione razziale (art. 261bis CP). In questo contesto, la difesa dei valori democratici e costituzionali non può essere messa sullo stesso piano della promozione di ideologie che mettono invece in discussione quegli stessi valori».

Le domande rivolte al Municipio
1. Quali valutazioni di rischio hanno portato a un tale dispiegamento di forze e alla richiesta di supporto da altri Cantoni?
2. Il Municipio ritiene che le misure adottate siano state proporzionate rispetto alla situazione, ovvero un presidio antifascista?
3. Su quale base legale è stata richiesta l’identificazione di persone che intendevano accedere a uno spazio pubblico, e secondo quali criteri è stata applicata tale misura?
4. Il Municipio approva che la polizia minacci l’utilizzo di armi quali lacrimogeni e proiettili di gomma nei confronti di manifestanti pacifici?
5. Il Municipio è a conoscenza di eventuali denunce penali per i reati di minaccia (articolo 180 del Codice Penale svizzero) e/o abuso di autorità (articolo 312 del Codice Penale svizzero) inoltrate nei confronti della polizia e/o delle istituzioni da parte di persone che hanno partecipato alla manifestazione?
6. Il Municipio intende sporgere denuncia per il reato di discriminazione razziale in relazione al raduno neonazista svolto sul suo territorio a Cornaredo?
7. Il Municipio ritiene che manifestazioni di gruppi neonazisti e quelle di gruppi antifascisti siano da trattare nello stesso modo

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