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CANTONEHotline di aiuto alle vittime: «Un'occasione persa»

23.11.21 - 13:06
Al via un'interrogazione sugli orari, giudicati poco flessibili, del numero gratuito.
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Hotline di aiuto alle vittime: «Un'occasione persa»
Al via un'interrogazione sugli orari, giudicati poco flessibili, del numero gratuito.
A lanciarla i granconsiglieri leghisti Stefano Tonini, Eolo Alberti, Massimiliano Robbiani e Maruska Ortelli.

BELLINZONA - Un aiuto sì, ma ad orari limitati. È l'hotline cantonale rivolta alle vittime di abusi e violenza. Promosso in occasione della campagna di sensibilizzazione contro la violenza del Dss, il numero gratuito è ora oggetto di critica, e i leghisti Stefano Tonini, Eolo Alberti, Massimiliano Robbiani e Maruska Ortelli lanciano un'interrogazione al Consiglio di Stato. 

«Questa hotline», lamentano i granconsiglieri, «è attiva unicamente durante i giorni feriali, dalle 8.45 alle 11.45 e dalle 14 alle 16, alla stregua di un qualsiasi ufficio di funzionari dello Stato!». Per i leghisti «si tratta di un'occasione persa» perché alle vittime «andrebbe dato maggiore ascolto e soprattutto permesso di interloquire con un operatore ad orari maggiormente estesi». Questo perché «come è noto, in molti di questi casi, sono rari i momenti in cui la vittima è realmente libera di poterne parlare». 

Qui di seguito le domande contenute nell'interrogazione: 

    • Per quale motivo il DSS ha deciso di rendere attiva questa hotline unicamente durante stringati orari d’ufficio?
    • Non ritiene il DSS che un servizio che potrebbe rivelarsi cruciale per tutelare le vittime di abusi o violenza debba restare attivo ad orari più estesi?
    • Il DSS condivide la considerazione che l’introduzione di orari e giorni più estesi, possa essere un ulteriore incentivo affinché persone che hanno subito violenza o abusi si decidano – come recita la campagna – a “rompere il silenzio”?
    • Intende il DSS sviluppare ulteriormente le possibilità di contatto, con orari, giorni ed eventualmente modalità più estese, per coloro richiedono aiuto dopo aver subito abusi o violenze
    • Il DSS non ritiene sia più costruttivo che tale servizio venga affidato a strutture/enti che sono già ben radicate sul territorio cantonale con un servizio svolto 24/24 da volontari espressamente formati?
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