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CANTONEMeno spostamenti con la pandemia, chiesto un taglio delle imposte di circolazione

13.02.21 - 15:35
Una mozione propone di adattare il coefficiente di moltiplicazione alle nuove abitudini dei cittadini
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Meno spostamenti con la pandemia, chiesto un taglio delle imposte di circolazione
Una mozione propone di adattare il coefficiente di moltiplicazione alle nuove abitudini dei cittadini

BELLINZONA - Rivedere il coefficiente di moltiplicazione (bonus/malus) in modo da permettere una riduzione lineare delle imposte di circolazione del 10% per l'anno 2020 e 2021, rimborsando la differenza già pagata dai cittadini tramite versamento diretto o riduzione dell'imposta. È quanto chiede una mozione firmata da Andrea Censi (Lega), Fabio Käppeli (PLR), Claudio Isabella (PPD) e Paolo Pamini (UDC). 

La pandemia ha costretto i ticinesi a limitare gli spostamenti. «Ne consegue un utilizzo dei trasporti privati (ma anche pubblici) inferiore rispetto gli anni precedenti, con una drastica riduzione del traffico ed una altrettanto lampante riduzione delle emissioni inquinanti, risparmiate all’ambiente restando a casa» si legge nel testo della mozione.
«Se per diverse categorie di abbonati ai trasporti pubblici vi è stata una restituzione o un prolungamento del proprio abbonamento, dovrebbe essere altresì considerato un bonus per il minor impatto e costo ambientale dovuto alla limitazione della libertà di movimento di cittadini e lavoratori» sostiene Andrea Censi.

Questi minori spostamenti non sono sfuggiti alla Divisione delle contribuzioni, che intende tenerne conto nella valutazione di alcune deduzioni, fra le quali appunto le spese professionali legate alla trasferta. «Benché opinabile, sia politicamente che economicamente, le motivazioni esposte hanno un loro senso logico: se grazie al telelavoro gli spostamenti professionali sono diminuiti, sono diminuite anche le spese deducibili».

Parallelamente alle modifiche delle deduzioni, Censi chiede un adattamento dell'imposta di circolazione: «Se da un lato le limitazioni giustificano una riduzione delle deduzioni per le spese di trasporto, a onor di logica e in buona fede devono d’altro canto portare a considerare anche una congrua riduzione delle imposte di circolazione per gli anni 2020 e 2021. Non si può avere il panino e il soldino, mentre i conti vanno fatti quadrare in altro modo, senza continuare a far pagare a automobilisti (e lavoratori) le imposte di circolazione più care della Svizzera».

Come ricalcolare l'imposta - «Le imposte di circolazione non sono evidentemente una tassa causale, ma seppur non primariamente comprendono anche una componente – importante – di (dis)incentivo, volta a promuovere un comportamento più virtuoso da tradursi nella scelta di veicoli con minori emissioni di CO 2. Con la presente mozione si chiede dunque che il Consiglio di Stato usufruisca del proprio margine di manovra, modificando il coefficiente di moltiplicazione K determinato dalle emissioni di CO 2 in modo da ottenere una riduzione lineare del 10%, ciò che corrisponde al massimo concesso in delega così come stabilito anche in una recente sentenza della Camera di diritto tributario 1 (in merito all’aumento d’imposta di circolazione a seguito dei ricorsi di tre privati cittadini patrocinati dal Fronte Automobilisti Ticino)» conclude la mozione.

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