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Ticino tutt'altro che paradiso fiscale

Siamo il «secondo Cantone svizzero con il più elevato indice di sfruttamento fiscale sulle imprese»: la Camera di Commercio chiede «condizioni competitive».
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Fonte Cc-Ti
Ticino tutt'altro che paradiso fiscale
Siamo il «secondo Cantone svizzero con il più elevato indice di sfruttamento fiscale sulle imprese»: la Camera di Commercio chiede «condizioni competitive».

LUGANO - Chi fa impresa in Ticino lo sa bene: la tassazione non è certo un plus per le nostre aziende. Lo ha messo nero su bianco l'Amministrazione federale delle finanze che, dati alla mano, mostra il Ticino come il secondo cantone svizzero con il più elevato indice di sfruttamento fiscale sulle imprese. Peggio di noi? Solo il Vallese.

Il dato, certamente poco incoraggiante, lo evidenzia nel pomeriggio di oggi (martedì 3 febbraio) la Camera di Commercio del Cantone Ticino (Cc-Ti) che in una nota sentenzia: «Il Ticino tassa le aziende l’84% in più della media nazionale: un valore che colloca il nostro Cantone ai vertici della pressione fiscale sulle persone giuridiche».

Non certo un incentivo per chi decide di creare ricchezza a sud del Gottardo, soprattutto se si considera che la «mobilità delle attività economiche e la concorrenza globale» sono direttamente collegate all'imposizione fiscale. In parole semplici: perché investire o rimanere in Ticino se in un altro cantone posso essere alleggerito fiscalmente?

Il rischio per il nostro Cantone, continua la Camera di Commercio, è in questo modo di vedere «compromessa la propria attrattiva, con conseguenze dirette su posti di lavoro, gettito fiscale e dinamismo economico», con ricadute - aggiungiamo noi - negative per tutti.

Dunque, parlare di Ticino come «paradiso fiscale» è smentito dai fatti. Non cessa però il pericolo che questo "falso mito" ostacoli il necessario dibattito «proprio in un momento in cui il Ticino - continua la Camera di Commercio - avrebbe bisogno di discutere con lucidità di come migliorare la sua competitività e sostenere il tessuto economico locale».

Su questa base la Cc-Ti indica la rotta circa il futuro della fiscalità cantonale: «Garantire condizioni competitive che permettano a imprese, lavoratori e famiglie di beneficiare di un’economia dinamica, capace di generare valore e benessere diffuso».

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