Zone edificabili, il Municipio respinge le critiche: «Siamo indignati»

Polemica con le associazioni: l'Esecutivo si difende sulle misure urbanistiche e invita a una collaborazione costruttiva.
Polemica con le associazioni: l'Esecutivo si difende sulle misure urbanistiche e invita a una collaborazione costruttiva.
MORBIO INFERIORE - «Il nostro Comune non ha l'obbligo di adottare misure immediate di salvaguardia della pianificazione». Con queste parole il Municipio di Morbio Inferiore replica alla presa di posizione assunta lo scorso 20 gennaio da alcune associazioni del territorio nei confronti di 24 Comuni ticinesi.
Le associazioni - Società ticinese per l’arte e la natura (STAN), Cittadini per il territorio del Mendrisiotto, Associazione Traffico e Ambiente (ATA) e Cittadini per il territorio del Luganese - avevano ricordato in una lettera che la scheda R6 del Piano direttore cantonale impone ai Comuni con una riserva di zone edificabili superiore al 120% di adottare immediatamente misure di salvaguardia della pianificazione. Tra queste figurano l’istituzione di zone di pianificazione oppure, in via subordinata, la sospensione delle domande di costruzione presentate.
Una segnalazione che il Municipio di Morbio Inferiore afferma di aver accolto con «indignazione». Nella risposta firmata dal sindaco Claudia Canova e dal segretario Giovanni Keller si precisa innanzitutto «che i dati in possesso, la cui fonte non ci è dato di conoscere, risultano inesatti: la Sezione dello sviluppo territoriale, in uno scritto notificato al Comune il 13 novembre 2025 a seguito di un incontro avuto con il Municipio e il pianificatore, attesta infatti che il Piano regolatore di Morbio Inferiore risulta leggermente sovradimensionato (115% contro il 130% indicato nel vostro scritto)».
Il Municipio rivendica inoltre di essersi già mosso sul piano operativo: «Il nostro Esecutivo, contrariamente a quanto da voi affermato sulla base di infondate supposizioni e senza la minima verifica presso i diretti interessati, si è da tempo attivato per adempiere i compiti previsti dalla scheda R6 del piano direttore: una prima bozza del Programma di azione comunale (PAC) è in avanzata fase di allestimento ed il Municipio ha nel contempo già dato incarico al pianificatore di allestire la documentazione necessaria in vista dell’istituzione di una zona di pianificazione a salvaguardia della possibilità di adeguare nei prossimi anni il dimensionamento delle zone edificabili e mettere in atto quanto previsto dal PAC».
La presa di posizione si fa poi esplicitamente critica nei confronti delle associazioni: «Visto quanto sopra non possiamo esimerci dallo stigmatizzare il modo di agire di quattro associazioni che si presumono serie e il cui agire dovrebbe essere orientato a favorire e supportare l’impegno delle autorità politiche nel perseguire il bene comune.
Comprendiamo la grande importanza che, giustamente, le vostre associazioni attribuiscono all’applicazione dell’art. 15 LPT che, come da voi stesso affermato, non è un compito facile. Riteniamo tuttavia che non sia certo esponendo decine di Esecutivi comunali alla gogna mediatica sulla base di informazioni inesatte e infondati pregiudizi che potrete dare un contributo costruttivo in vista dell’adempimento ditale compito».
Il Municipio conclude infine con un’apertura al dialogo: «Ci permettiamo quindi di esprimere l’auspicio di poter contare in futuro su un atteggiamento maggiormente collaborativo e basato sul rispetto reciproco, confermando fin d’ora la nostra disponibilità a rilasciare le informazioni che ci saranno richieste in merito a quanto messo in atto dal Municipio in relazione a questa o altre tematiche che rientrano nel campo di azione delle vostre associazioni».




