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02.08.2018 - 06:000
Aggiornamento : 30.08.2018 - 09:06

Ma che cosa ci fa Google a Locarno?

Ci insegna a trovare il lavoro del futuro, racconta a tio.ch la responsabile dei programmi di formazione Verónica Gebhardt

LOCARNO - Non ci sarà solo cinema, da oggi a Locarno. Ci sarà anche Google, per la prima volta ospite del festival dove aspira a insegnare, tramite laboratori di programmazione gratuiti aperti ai ragazzi dai 9 ai 14 anni, che l'informatica è il futuro: qualunque sia il futuro che si scelga. «Siamo qui perché tutti, studenti, insegnanti, genitori, ne sperimentino le potenzialità – racconta a tio.ch/20minuti Verónica Gebhardt, responsabile dei programmi di formazione pre-universitari – e comprendano che l'informatica è ovunque. Anche nell'industria cinematografica». 

Veronica, ma che cosa c'entra Google con Locarno?

«Siamo entusiasti di far parte del festival del film per la prima volta e di collaborare con la Supsi, nostro partner locale, per la realizzazione gratuita di workshop di coding. Ci piacerebbe che gli studenti del Ticino, ma anche genitori e insegnanti, si rendessero contro del potere e della creatività dell'informatica e vedessero il suo legame con una vasta gamma di settori».

E poi? Google che cosa può fare per noi?

«Google si propone di ispirare i giovani di tutto il mondo non solo a utilizzare la tecnologia, ma a crearla. Vogliamo preparare gli studenti al posto di lavoro del futuro e ampliare l'accesso all'educazione informatica, in particolare di ragazze e minoranze, che sono storicamente sottorappresentate. Attraverso il nostro impegno, miriamo a garantire che i bambini abbiano gli strumenti tecnici per risolvere problemi del mondo reale, qualunque sia la loro passione».

Dunque è vero, il lavoro del futuro è lì, fra tecnologia e digitalizzazione?

«La Commissione europea prevede che entro il 2020 ci saranno fino a 825'000 posti di lavoro vacanti per i professionisti del settore. Le competenze informatiche stanno diventando essenziali per carriere di successo. Tutte le industrie ormai le richiedono».

La Svizzera sembra essere in ritardo. Le richieste d'informatici si impennano, la risposta non è all'altezza.

«La forte domanda di informatici è segno che ci sono grandi opportunità economiche disponibili per individui e aziende. Tuttavia non ci sono abbastanza scienziati informatici per andare a coprire questi ruoli. Dato il volume di nuove start-up e modelli di business emergenti nell'high tech, la richiesta aumenterà in futuro. C'è ancora molto da fare per prepararsi ai nuovi lavori».

Qual è l'età giusta per cominciare?

«I bambini sono circondati dalla tecnologia fin da piccoli, quindi è importante iniziare presto».

Cosa risponde a chi dice che è troppo presto? 

«L'informatica contribuisce a sviluppare abilità correlate che includono ragionamento logico, pensiero computazionale e capacità di "problem solving" utili nel corso della vita, rilevanti in tutte le discipline e i campi. Aiutano a risolvere problemi, non solo a ricevere e consumare il mondo».

E a chi si sente in ritardo?

«Non è mai troppo tardi. La perseveranza dà  grandi soddisfazioni».

Dunque, siamo pronti?

«Lo siamo sicuramente. I bambini sono curiosi e amano le sfide. Vedono la tecnologia intorno a loro e vogliono usarla».

Tecnologia è anche rete e la rete, per i più giovani, può rappresentare un rischio. Come si fa?

«La nostra responsabilità è aiutarli a utilizzare la tecnologia in modo appropriato e sicuro, che li coinvolga e che supporti anche l'apprendimento, affinché diventino non solo utenti passivi, ma pensatori».

La scuola fa abbastanza?

«Come qualsiasi altra disciplina, l'informatica richiede un approccio olistico, con il coinvolgimento di tutti i settori».

Qual è la situazione in Ticino?

«Gli insegnanti in Ticino hanno manifestato interesse a imparare come insegnare l'informatica ai propri studenti. Ora possono seguire corsi di formazione anche se non la insegnano a scuola. Abbiamo lavorato con la Supsi per condurre una formazione iniziale e finora abbiamo ricevuto feedback positivi. Vorremmo che l'informatica fosse integrata nel programma scolastico regolare: queste competenze offriranno maggiori opportunità ai giovani, in Ticino e altrove».

E Google: da solo può essere sufficiente?

«Nell'ecosistema dell'istruzione, Google non è l'esperto, lo riconosciamo. È per questo che collaboriamo con partner e specialisti». 

Google è un'azienda, un'azienda fa profitti. Perché regala soldi e tempo con corsi gratuiti?

«Gli ingegneri del software sono la linfa vitale della nostra azienda, quindi dobbiamo continuare a ingaggiare grandi ingegneri. Ma non c'è solo questo a guidarci. L'informatica può cambiare il mondo. In qualità di azienda leader e marchio globale, riteniamo di avere un ruolo fondamentale».

Mai assunto qualcuno dei vostri studenti?

«Sì. Alcuni dei nostri attuali dipendenti hanno preso parte a programmi, come campi estivi e competizioni, che sono stati forniti da partner supportati da Google. Ovviamente, sono stati reclutati dopo un rigoroso colloquio e un processo di assunzione. Un googler è libero di raccomandare qualcuno che crede sia qualificato, ma un intero sistema valuta e verifica che si tratti di persone con le giuste competenze, indipendentemente dalle loro relazioni».

C'è qualcosa che vuole dire ai ragazzi del Ticino?

«L'informatica è un campo davvero emozionante, che tocca ogni aspetto della vita. Se vuoi essere un atleta o un artista, se ami la moda o l'architettura, o se vuoi esplorare la medicina, comprendere la tecnologia può aiutarti a perseguire i tuoi interessi. Quante volte ti sei imbattuto in un'app che funziona, ma che vorresti facesse di più? O in una sfida davvero difficile da risolvere? E se potessi usare la tecnologia per migliorare il mondo?».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





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Commenti
 
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DaMaPo 2 anni fa su tio
dove e quando...???? dove si trovano le informazioni per partecipare????
Dario Prezza 2 anni fa su fb
Rebecca Gebhardt Brizi????
Rebecca Gebhardt Brizi 2 anni fa su fb
La mia alter-ego... non dirlo a nessuno. :-P Bel programma cmq, partecipa! :-D
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