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Con un fucile sul Lago Maggiore, svizzero condannato a due anni

Il cittadino svizzero era pluripregiudicato: gli esami compiuti dopo i fatti avevano rivelato che era sotto effetto di stupefacenti.
Carabinieri Verbania
Fonte ATS
Con un fucile sul Lago Maggiore, svizzero condannato a due anni
Il cittadino svizzero era pluripregiudicato: gli esami compiuti dopo i fatti avevano rivelato che era sotto effetto di stupefacenti.
VERBANIA - È stato condannato a due anni di reclusione il cittadino svizzero che lo scorso 8 ottobre seminò il panico sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, tra Lesa (Novara) e Stresa (Verbano-Cusio-Ossola), imbracciando un fucile d...

VERBANIA - È stato condannato a due anni di reclusione il cittadino svizzero che lo scorso 8 ottobre seminò il panico sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, tra Lesa (Novara) e Stresa (Verbano-Cusio-Ossola), imbracciando un fucile da guerra con baionetta e puntandolo verso i passanti e le forze dell'ordine.

In seguito aveva guidato una vettura di grossa cilindrata (una Volkswagen successivamente risultata rubata, così come la targa) fino a speronare una quindicina di auto mentre ormai era buio, lungo la strada statale 33 del Lago Maggiore, procurando ferite a quattro persone, ricoverate in ospedale a Verbania non in gravi condizioni.

Intercettato e circondato dai carabinieri vicino a Stresa, non aveva esitato nuovamente a imbracciare il fucile, puntandolo in direzione dei militari, che però lo avevano disarmato, arrestandolo per porto illegale di arma da guerra, resistenza a pubblico ufficiale, minaccia aggravata e lesioni personali.

L'uomo era risultato pluripregiudicato, e gli esami compiuti dopo i fatti avevano rivelato che era sotto effetto di stupefacenti. Nell'auto era stato trovato materiale che aveva fatto ipotizzare agli investigatori che l'uomo fosse un estremista di destra: una bandiera con la svastica e i simboli dell'aquila e del teschio. Presenti anche strumenti da taglio e ulteriori tre targhe svizzere rubate.

Il giudice, al termine del rito abbreviato, ha stabilito anche una misura di sicurezza dettata dalla pericolosità sociale dell'uomo: un anno da trascorrere in una casa di cura.

Nei confronti del 31enne la Procura aveva chiesto una condanna a 3 anni, sei mesi e 20 giorni; il giudice ha invece riqualificato la tentata rapina in tentata violenza privata, riducendo la pena. Nei mesi scorsi l'uomo è stato sottoposto a due perizie psichiatriche, la seconda delle quali ha accertato un parziale vizio di mente.

Stabiliti anche i risarcimenti: tremila euro all'agente contro cui il 31enne puntò il fucile e duemila euro alla donna che se lo ritrovò di fronte. Duemila euro di provvisionale anche a un agente della polizia penitenziaria.

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