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«Non abbiate paura di raccontare ciò che vi fanno subire»

Discriminazioni legate all'orientamento sessuale sul lavoro: parte una campagna in tutta la Svizzera italiana. E soprattutto scatta un sondaggio. Ecco come funzionerà.
Foto tio.ch/ PM
«Non abbiate paura di raccontare ciò che vi fanno subire»
Discriminazioni legate all'orientamento sessuale sul lavoro: parte una campagna in tutta la Svizzera italiana. E soprattutto scatta un sondaggio. Ecco come funzionerà.

BELLINZONA - «Purtroppo i luoghi di lavoro reiterano dinamiche discriminatorie nei confronti delle donne o di persone con altri orientamenti sessuali. In Svizzera gli strumenti giuridici di prevenzione al momento sono insufficienti». A sostenerlo, nella mattinata di lunedì a Bellinzona, è stata Chiara Landi, responsabile del settore terziario di UNIA, lanciando una campagna contro le discriminazioni sul lavoro subite dalle persone LGBTQIA+. «Serve un'opera di vigilanza e di denuncia – dice –. Abbiamo bisogno di fare uscire dall'ombra tutte le molteplici forme di discriminazione».

Drammi nascosti
Situazioni spesso invisibili. Addirittura normalizzate. «Ci mancano dati sistematici – riprende Landi –. Ci rivolgiamo a tutte le persone discriminate con l'obiettivo di raccogliere esperienze e testimonianze. Il tutto sarà trattato in maniera anonima». Partner della campagna è l'associazione Imbarco Immediato che da anni si batte per i diritti delle persone LGBTQIA+. «Fino al 1990 una persona omosessuale era considerata malata mentale. Da allora sono cambiate tante cose. Sono stati fatti tanti passi. L'obiettivo è di fare in modo che si accettino le diversità in ogni ambito», spiega il coordinatore Federico De Angelis.

Come funziona il sondaggio
Giulia Petralli, segretaria cantonale VPOD, entra nel merito del sondaggio. «Permetterà di dare luce a un fenomeno che oggi è ancora non visibile. Bisognerà capire quanto sono diffuse queste discriminazioni. E quali strumenti mancano oggi nelle aziende per fare fronte a questo problema. Le domande spaziano dagli aspetti dettagliati a quelli generali. Sempre con discrezione massima però. Ci sono persone che oggi non hanno magari neanche un canale per raccontare ciò che subiscono. La campagna è allargata a tutti i settori lavorativi».

E se diventasse un flop?
Qualsiasi abuso potrà essere segnalato a questo link. Link che nelle prossime settimane (e fino alla fine luglio) sarà attivo e promosso attraverso vari canali. Ai promotori chiediamo se non abbiano paura che la campagna, con relativo sondaggio, si trasformi in un flop. Qualcuno, nonostante la garanzia di assoluto anonimato, potrebbe avere il timore di perdere il posto di lavoro o di avere altre conseguenze. «Ci rendiamo conto effettivamente che qualcuno potrebbe essere bloccato. Ma è un'occasione importante per uscire da una situazione scomoda. E noi assicuriamo davvero tutta la discrezione necessaria», ammette De Angelis.

«Va anche ricordato – precisa Landi – che il sondaggio e lo stesso link non permettono un tracciamento. Questo deve rassicurare le persone in difficoltà. Non bisogna avere paura».

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