Il Premio Fondazione San Salvatore va all'oncologa Karin Jordan

La professoressa è pioniera nelle terapie di supporto volte a migliorare la qualità della vita dei malati di tumore. Il premio, consegnato sabato, ha un valore di 50mila franchi.
La professoressa è pioniera nelle terapie di supporto volte a migliorare la qualità della vita dei malati di tumore. Il premio, consegnato sabato, ha un valore di 50mila franchi.
LUGANO - Sabato 16 maggio a Lugano l'oncologa e professoressa Karin Jordan ha ricevuto il Premio Fondazione San Salvatore.
La cerimonia si è svolta all’Hotel Splendide Royal, davanti a una platea di esperti del settore. Il Premio Fondazione San Salvatore è considerato uno dei più importanti, in Svizzera, nell’ambito oncologico e, anno dopo anno (dal 1980 a oggi), ha raggiunto i ricercatori e i clinici di maggiore rilievo che nella Confederazione, ma anche in altri Paesi europei ed extra-europei, hanno fornito contributi importanti allo studio e alla cura dei tumori.
La professoressa Jordan dirige il Dipartimento di ematologia, oncologia e medicina palliativa presso l’Ospedale Ernst von Bergmann di Potsdam, in Germania. La decisione di attribuirle il Premio 2025 (consegnato, come prevede lo statuto, nel 2026) è stata presa dal Consiglio della Fondazione San Salvatore, su indicazione di un Comitato scientifico di alto valore, costituito da Stefan Aebi (Università di Berna), Markus Manz (Università di Zurigo), Alfred Zippelius (Università di Basilea), e presieduto da Solange Peters, professoressa ordinaria all’Università di Losanna, che siede anche nel Consiglio dell’Università della Svizzera italiana.
«Abbiamo deciso di attribuire il Premio alla professoressa Jordan - ha detto Solange Peters, presidente del Comitato Scientifico - in riconoscimento dei suoi eccezionali contributi alla terapia di supporto e alle cure palliative in oncologia. La sua competenza ha influenzato in modo significativo le migliori pratiche, in particolare nella prevenzione e nella gestione degli effetti collaterali correlati ai trattamenti. È riconosciuta a livello internazionale per il suo lavoro sulla nausea e il vomito indotti dalla chemioterapia, nonché sulla gestione di supporto degli effetti avversi associati alle nuove terapie oncologiche. I suoi studi hanno contribuito a standardizzare un’assistenza di alta qualità, basata su evidenze scientifiche, nei diversi sistemi sanitari».
«Ciò che distingue il lavoro della Professoressa Jordan è la sua costante vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie, garantendo che l’eccellenza medica sia sempre accompagnata da empatia, comunicazione e rispetto. Il suo approccio rappresenta un esempio di come le cure oncologiche avanzate possano rimanere profondamente umane e centrate sul paziente». Il Premio, del valore di 50’000 franchi, è stato consegnato dalla professoressa Peters e da Stefano Coduri, attuale presidente della Fondazione San Salvatore (che venne costituita a Lugano nel 1979 dal banchiere Carlo Pernsch e da sua moglie Célestine Pernsch-Verna).
«Da 47 anni la Fondazione San Salvatore prosegue la propria missione, nel rispetto della volontà dei fondatori, sostenendo la ricerca sul cancro e identificando e premiando gli scienziati che hanno ottenuto risultati eccezionali nella ricerca di nuovi approcci alla cura dei tumori maligni», ha detto il Presidente Stefano Coduri.
La professoressa Karin Jordan ha ricoperto ruoli chiave in importanti centri accademici, tra cui l’Ospedale universitario di Heidelberg, prima di assumere il suo attuale incarico a Potsdam. In questo ruolo, ha avuto un ruolo determinante nel rendere le cure di supporto un elemento centrale del trattamento oncologico globale e della gestione dei sistemi sanitari». Fin da quando era studentessa di medicina, Karin Jordan ha dedicato la sua attenzione alle terapie di supporto per i malati di cancro. «Da giovane medico – racconta Jordan - mi colpivano molto gli straordinari progressi delle terapie antitumorali ma, allo stesso tempo, mi impressionava profondamente quanto i pazienti potessero soffrire a causa degli effetti collaterali dei trattamenti. Ho sentito una forte responsabilità nel concentrarmi su questo bisogno ancora insoddisfatto. La mia motivazione è stata quella di garantire che terapie oncologiche efficaci non comportassero una tossicità inaccettabile».
La professoressa Jordan ha lavorato a lungo anche all’interno dell’ESMO (European Society for Medical Oncology) per mettere a punto una serie di linee guida continuamente aggiornate (che ormai hanno raggiunto le 1’300 pagine). «La soddisfazione più grande - dice - è quella di osservare miglioramenti concreti nella vita quotidiana dei pazienti quando le misure di supporto vengono applicate con rigore. Il Premio Fondazione San Salvatore rappresenta un grande onore per me e un riconoscimento dell’importanza della supportive care in oncologia. È un ulteriore stimolo per continuare a procedere in questa direzione».








