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LUGANO
29.12.2020 - 18:110
Aggiornamento : 18:57

«La polizia gioca una partita ad armi impari»

Il video di un intervento diventa virale. Lo sfogo di Roberto Torrente, comandante della Comunale di Lugano.

Fioccano gli insulti sui social network. «Non è giusto. Ci si basa solo su un filmato di pochi secondi. Non si vede nulla di quanto accaduto prima o dopo».

LUGANO - «È come se giocassimo una partita ad armi impari». Roberto Torrente, comandante della polizia comunale di Lugano, ce l'ha con il popolo dei social network. Il video di un intervento effettuato lunedì sera presso il quartiere Maghetti ha fatto il giro della rete. Mostrava alcuni secondi di tensione, in cui un ragazzo veniva tenuto a terra da alcuni agenti. «Sui social ce ne hanno dette di tutti i colori. Non è giusto. Siamo davvero poco tutelati da questo punto di vista». 

Il cellulare che immortala (quasi) tutto – I fatti risalgono alle 23 circa di lunedì sera. In un angolo del quartiere Maghetti va in scena un "pirotecnico" intervento di polizia. Alcuni agenti della Comunale sono impegnati a calmare un giovane. Il tutto viene ripreso da un cellulare e fatto circolare sui social network. Diverse le reazioni da parte del popolo della rete. In particolare per i presunti metodi poco ortodossi utilizzati dai poliziotti in questione. 

Maniere brusche – Guardando il video, si notano maniere brusche (un ragazzo è a terra, "placcato" da tre poliziotti) e toni parecchio accesi. Gli agenti sarebbero intervenuti in seguito a una segnalazione che riferiva di un assembramento rumoroso e fastidioso. Uno dei giovani presenti avrebbe opposto resistenza. Si tratterebbe di un ragazzo di origini irachene già conosciuto dalle autorità di polizia. 

Manca una parte della realtà – «La legge al momento permette di filmare agenti di polizia durante determinati interventi – ammette Torrente –. Altrove questo non è consentito. A me spiace. Perché questo video mostra solo una piccola parte della realtà. Non mostra né quanto accaduto prima, né quanto successo dopo».

Bersaglio "facile" – Tanti gli insulti sui social. «Bisogna chiedersi se tutte queste persone che hanno postato commenti ingiuriosi nei nostri confronti non siano perseguibili penalmente. Noi cerchiamo di fare il nostro dovere. Siamo parecchio sollecitati in questo periodo. Non è così facile riuscire a calmare una persona che non vuole collaborare».

Telecamere sul corpo degli agenti – Torrente si dice favorevole all'uso delle bodycam da parte degli agenti. «Se i poliziotti indossassero delle telecamere, sarebbero più protetti e sarebbe più facile ricostruire i fatti oggettivamente. Nell'era dei social network siamo davvero bersagliati in maniera ingenerosa. Poi certo, devo ancora analizzare bene tutti gli atti. Ma intanto i miei agenti sono finiti sul web e soprattutto sono stati giudicati dalla massa in maniera aggressiva in base a pochi secondi di filmato». 

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