Lettore Tio/20Minuti
MURALTO
06.06.2020 - 11:020
Aggiornamento : 15:03

Aggressione sul lungolago, trascorre la notte in ospedale

La vittima, un 35enne della regione, è stata picchiata da un ragazzo più giovane. Per futili motivi.

«Farò denuncia in polizia – racconta il protagonista della vicenda –. Sono un tipo pacifico. A nessuno dovrebbero capitare cose del genere».

Aggredito sul lungolago di Muralto, trascorre la notte in ospedale. Brutta serata quella di venerdì per un 35enne di Locarno. Un ragazzo di qualche anno più giovane, poco prima della mezzanotte, lo ha colpito violentemente al volto. «Farò denuncia in polizia», racconta la vittima a Tio/20Minuti. 

Una serata tranquilla – Alla base dell'episodio sembrano non esserci particolari motivi. Almeno stando alla versione dell'intervistato. «Io me ne stavo tranquillamente a chiacchierare con altre due persone davanti a un bar. A un certo punto vedo questo ragazzo (residente nella regione, ndr) con alcuni amici. Penso sia stato vittima di uno scherzo. Vedo che indica me. Mi si avvicina e non faccio nemmeno in tempo a reagire, a scansarmi. Sono stato colpito al naso e sul labbro. Forse c'è stato un equivoco. Non so darmi spiegazioni».

Arriva l'ambulanza – Subito dopo il fatto, l'aggressore si allontana. Sul posto accorrerà l'ambulanza e la vittima sarà ricoverata in ospedale, alla Carità. «Ho trascorso una notte terribile, ho avuto attacchi di pianto e di panico. Certo, non mi sono rotto nulla. Per fortuna. Però quello che è successo a me non deve più capitare. A nessuno. È pazzesco. Uno esce per passare una serata serena e finisce in ospedale. Questa non è civiltà».

Un uomo sconvolto – Sulla vicenda sarà verosimilmente aperta un'inchiesta. Intanto il nostro interlocutore non si dà pace. «Sono senza parole, scioccato. Diverse persone hanno assistito alla scena. Io sono un tipo pacifico, non ho mai messo le mani addosso a nessuno. Vorrei almeno capire perché sono stato picchiato. Forse sono stato scambiato per qualcun altro. In ogni caso non penso ci siano giustificazioni valide di fronte alla violenza». 

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