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CANTONE
22.04.2020 - 06:390
Aggiornamento : 12:48

«Doveva essere un prestito. Invece i soldi me li hanno rubati»

Prima il contatto su Facebook, poi l'offerta di denaro. Ma previ diversi pagamenti. Il prestito però non arriva mai

LUGANO - Il mercato del lavoro fermo a causa del coronavirus, certo, non sta aiutando chi già si trovava in difficoltà. E non sono pochi coloro che stanno ricorrendo a prestiti personali per avere una boccata d'ossigeno.

Ne sa qualcosa A.* che, circa un mese fa tramite Facebook, è entrato in contatto con quello che all'apparenza sembrava essere un benefattore. «Tramite una richiesta d'amicizia ho conosciuto tale Patricia Pricillo. Senza troppi giri di parole mi offre la possibilità di ottenere un prestito anche se mi trovo in disoccupazione».

L'occasione sembra ghiotta e, laddove le banche non avevano offerto soluzioni, pare correre in aiuto un istituto di credito francese. «Ci arriva un contratto da firmare. Sembra tutto in regola. Ci chiedono, però, il versamento di 107 franchi per la pratica». Il denaro viene versato. Ma non è sufficiente. «Poco dopo chiedono un ulteriore versamento». Questa volta trattasi di una tassa. «Effettuiamo anche quello, ma i soldi prima non sembrano arrivare, dopo non sono ancora sufficienti».

Occorre un po' prima che la coppia si renda finalmente conto che si tratta di una truffa. Nel frattempo viene versato ulteriore denaro che pesa in maniera importante su un'economia familiare già in serie difficoltà. «Sporgiamo denuncia, ma ci spiegano che essendo la transazione avvenuta su un conto estero, per la precisione francese, ci sono poche possibilità di intervenire se non si mette in mezzo un legale. I soldi per pagarlo ovviamente non li abbiamo. Insomma, siamo stati truffati. Come se non bastasse queste gente continua a scriverci chiedendo altro denaro, asserendo che se il prestito non viene versato è solo colpa nostra. Ci sentiamo presi in giro e totalmente inermi di fronte a questa ingiustizia».

Contattata, la Polizia è concorde nel constatare che trattasi evidentemente di un raggiro. Fortunatamente, almeno per il momento, non vi sarebbero altre segnalazioni di casi in Ticino.

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