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LUGANO
20.09.2016 - 16:350
Aggiornamento : 21:46

Via Odescalchi, 14 anni allo sparatore: «Un quadro desolante»

Pronunciata la sentenza al processo per il delitto di Chiasso: è omicidio intenzionale. Marinel Lupulescu, il 37enne rumeno, sarà scarcerato

LUGANO - «Questa vicenda ha messo in evidenza l’esistenza nella nostra società di ambienti criminogeni. Ne emerge un quadro desolante privo dei valori fondamentali, uno su tutti il lavoro», con queste parole il giudice Mauro Ermani ha iniziato l’esposizione delle motivazioni della sentenza.

Si è concluso oggi a Lugano il processo per l’uccisione l’8 ottobre 2015 di un 35enne portoghese in via Odescalchi a Chiasso. Nonostante la richiesta dell’accusa, che aveva chiesto per quattro imputati condanna per assassinio (aggressione per il quinto), la corte presieduta dal giudice Mauro Ermani ha escluso la possibilità del reato più grave, ma ha propeso per il reato di omicidio intenzionale. Con dolo diretto per lo sparatore, con dolo eventuale per gli altri tre. La corte non ha infatti ritenuto che vi fosse un piano prestabilito, gli imputati sono andati a Chiasso per regolare i conti, ma non con lo scopo esplicito di uccidere.

Qëndrim Berisha - Quella sera a sparare fu lo svizzero-kosovaro Qëndrim Berisha, per lui la condanna più severa: 14 anni, omicidio intenzionale per dolo diretto. È stato giudicato come il protagonista di questa vicenda, senza alcuna attenuante. Ha inquinato tutte le prove e raccontato costantemente versioni difformi dalla realtà. «Si è comportato in modo pericoloso e alla fine ha soppresso una vita umana», ha detto Ermani.

Yehven Spizhavka - Svizzero di origini ucraine, sposatosi durante la pausa del processo, Yehveh Spizhavka era alla guida di una delle due auto. Anche per lui, nonostante non abbia partecipato fisicamente allo scontro, era stata chiesta la condanna per correità in assassinio. La corte ha deciso per lui l’omicidio intenzionale con dolo eventuale: 10 anni di detenzione. «Se è vero che ha recitato un ruolo passivo, vi ha partecipato con un ruolo importante», ha spiegato Ermani. Anche lui ha cercato di sfuggire alle sue responsabilità.

Alberto Magno Guimaraes Inociencio - L’italo-brasiliano Alberto Magno Guimaraes Inociencio atterrò la vittima con due colpi di manganello pochi secondi prima che fossero esplosi i colpi mortali. Omicidio intenzionale con dolo eventuale per lui, condannato a 8 anni. «È una persona priva di moralità che vuole mettersi in mostra», le parole del giudice.

Fidan Mavraj - Migliore amico di Berisha, kosovaro, era il più vicino allo sparatore negli istanti fatali. Anche per lui si configura il reato di omicidio intenzionale con dolo eventuale, 7 anni di carcere. «Ha assecondato Berisha in ogni sua azione», ha motivato Ermani. La sua colpa è leggermente inferiore a quella degli altri due complici.

Marinel Lupulescu - Rumeno, 37 anni, ha guidato l’altra auto, quella che trasportava Berisha e Mavraj. L’unico non imputato per assassinio, ma solo per aggressione. La corte ha ritenuto che l’uomo non faceva parte del gruppo, ma sapeva delle dinamiche di tensione che potevano portare al peggio. Condannato per aggressione a 2 anni e 6 mesi, sospesa per 19 mesi. Visto che ha gia scontato il resto della pena sarà scarcerato. «Nell’agire del gruppo era quello che sapeva di meno, ha fatto di meno, quindi deve rispondere di meno». 

 


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