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LUGANO

L'Unione sindacale svizzera: «Un 1° maggio per il lavoro e la dignità senza confini»

L'appuntamento è al Campo Marzio a partire dalle ore 16:00. Dopo il corteo e i discorsi, cena popolare, concerti e dj sessions
Foto TiPress
Fonte Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa
L'Unione sindacale svizzera: «Un 1° maggio per il lavoro e la dignità senza confini»
L'appuntamento è al Campo Marzio a partire dalle ore 16:00. Dopo il corteo e i discorsi, cena popolare, concerti e dj sessions

LUGANO - Sotto lo slogan “Né sfruttati, né divisi: lavoro e dignità senza confini!” lavoratrici e lavoratori sfileranno per le vie di Lugano venerdì 1° maggio, rivendicando maggiori diritti e dignità nel mondo del lavoro.
Oggi è stato ufficialmente presentato il programma della giornata di mobilitazione promossa dall’Unione sindacale svizzera (USS) Ticino e Moesa insieme alle sue federazioni sindacali. Nel corso della conferenza stampa, i rappresentanti delle diverse organizzazioni coinvolte hanno preso la parola per illustrare i contenuti, gli obiettivi e le rivendicazioni al centro della tradizionale giornata di lotta, sottolineando l’importanza della partecipazione collettiva in un contesto sociale ed economico in continua evoluzione.

Renato Minoli, presidente USS Ticino e Moesa: «In un mondo del lavoro sempre più frammentato e precario, senza unità tra lavoratrici e lavoratori, senza rispetto e diritti uguali per tutte e tutti indipendentemente dall’origine, dal tipo di contratto, dai settori economici, non può esserci giustizia sociale. Il lavoro - ha detto - deve garantire dignità, salari equi e condizioni sicure: non accettiamo dumping
salariale né precarietà. La solidarietà è la nostra forza: solo insieme possiamo costruire un futuro senza confini di ingiustizia».

Per Giangiorgio Gargantini, segretario regionale di Unia Ticino, «scendere tutte e tutti in piazza il 1° maggio significa dimostrare in maniera tangibile l’unità del movimento operaio, in un momento dove
questa unità è più che mai necessaria. Perché i lavoratori e le lavoratrici devono sempre dimostrarsi forti e solidali tra loro, perché quando vengono attaccati i diritti di uno, sono quelli di tutti che
peggiorano. E perché il prossimo 14 giugno voteremo sull’iniziativa UDC detta “dei 10 milioni”, l’ennesimo tentativo di dividere i lavoratori per indebolire i loro diritti, e proprio in quest’ottica dovremo
dimostrarci più uniti che mai».

Partendo da problemi in parte reali (traffico stradale congestionato, sovraffollamento sui trasporti pubblici, prezzi degli alloggi alle stelle, e cementificazione del paese) - afferma Gargantini - «Lega e UDC puntano l’indice contro la popolazione straniera, scaricando in questo modo le proprie responsabilità in ognuno di questi dossier. Proponendo una soluzione, quella della limitazione degli stranieri residenti nel Paese, che in Ticino non farà altro che aumentare ulteriormente e in modo drastico il numero dei frontalieri, a dimostrazione del controsenso totale di questa iniziativa».

Giulia Petralli, co-segretaria regionale di VPOD Ticino, ha sottolineato che «negli ultimi anni il settore pubblico è sotto attacco con tagli, riduzioni di personale e tentativi di smantellamento, causando precarietà e carichi di lavoro insostenibili. Questa crisi ha effetti gravi: aumento del burnout, fuga dalle professioni e peggioramento dei servizi per la popolazione. Per questo il Primo Maggio porteremo in piazza
rivendicazioni non negoziabili: rafforzamento immediato degli organici, fine della precarietà, miglioramento concreto delle condizioni di lavoro, riconoscimento salariale e professionale, investimenti reali e duraturi nel servizio pubblico. Perché difendere il servizio pubblico significa difendere la coesione sociale e la qualità della vita della popolazione».

Per Riccardo Mattei, segretario regionale di SSM Svizzera italiana, «Il 1° maggio rappresenta un’occasione per riflettere su una realtà del lavoro segnata da un progressivo indebolimento dei diritti, da crescenti pressioni sulle condizioni lavorative e da dinamiche che tendono a dividere anziché rafforzare la solidarietà. Questa situazione è evidente anche nel settore dei media: nonostante il servizio pubblico radiotelevisivo sia stato sostenuto dalla popolazione in importanti votazioni, continuano gli attacchi politici, i tagli e le riorganizzazioni che mettono a rischio posti di lavoro e stabilità professionale».

Nicola Morellato, segretario regionale syndicom Ticino: «Il 1° maggio è un momento fondamentale per dare voce ai lavoratori e richiamare l’attenzione sulle profonde trasformazioni che stanno
colpendo diversi settori. Nella posta e logistica si denunciano chiusure e rischio licenziamenti. Nei media emerge la necessità di tutele contrattuali e di difendere un’informazione libera».

Alla conferenza ha partecipato anche Thomas Giedemann, segretario sindacale SEV Ticino: «FFS Cargo l’anno scorso ha comunicato le prime misure legate al progetto Genesis, nome ingannevole per definire la soppressione di più di 500 di posti di lavoro entro il 2030. Purtroppo, oggi ci tocca dire che, in questi pochi mesi in cui le misure di Genesis hanno preso concretezza, abbiamo già costatato immensi danni».

L’appuntamento è quindi per venerdì 1° maggio a Campo Marzio a Lugano alle ore 16:00. Alla fine del corteo sindacale, alle 17:30 in Piazza Manzoni, si terranno i discorsi ufficiali e a seguire cena
popolare alle ore 19:00 e concerti. «Dalle 18:00 le Ctrl+Riot porteranno in scena un dj set transfemminista capace di accendere l’atmosfera». Con il calare della sera, il volume salirà ancora: alle 19:30 sarà il turno degli ZonaSun, storica band reggae ticinese, mentre dalle 20:30, spazio all’energia dei Plakkaggio, band italiana di Colleferro, che dal 2004 unisce punk hardcore, metal e spirito Oi. «Universi musicali diversi, ma un’unica energia: trasformare la piazza in un momento di lotta, musica e libertà» affermano da USS Ticino e Moesa.

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