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BELLINZONA

Rabadan, il doppio agente di sicurezza agita gli animi

L'intimazione della Polizia comunale ha infastidito una dozzina di esercenti. La cifra di quasi 8000 franchi a locale viene percepita come «spropositata»
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Fonte laRegione
Rabadan, il doppio agente di sicurezza agita gli animi
L'intimazione della Polizia comunale ha infastidito una dozzina di esercenti. La cifra di quasi 8000 franchi a locale viene percepita come «spropositata»

BELLINZONA - Durante le sere e le notti del Rabadan di Bellinzona, in programma dal 12 al 17 febbraio, l’apertura di alcuni esercizi pubblici sarà subordinata alla presenza obbligatoria di almeno due agenti di sicurezza privata. La decisione, comunicata dalla Polizia comunale con una lettera datata 23 dicembre e indirizzata ai locali situati all’interno della “Città del Carnevale”, ha suscitato il malcontento di una parte degli esercenti, colti di sorpresa sia dai tempi e dalle modalità dell’annuncio. Lo riferisce laRegione nella sua edizione odierna.

Il nodo principale è economico. L’obbligo di coprire circa 46 ore complessive di servizio – distribuite tra giovedì e martedì sera – comporterebbe un costo stimato vicino agli 8’000 franchi per esercizio. Una cifra che, secondo l’avvocato Marco Garbani, cui si sono rivolti una dozzina di gestori, mette in difficoltà soprattutto i locali di dimensioni medio-piccole. Gli esercenti sottolineano inoltre di essersi sempre organizzati autonomamente per garantire l’ordine e di non aver mai registrato episodi gravi nelle passate edizioni del Carnevale.

Dal canto suo, la Città rivendica la scelta in nome della prevenzione. Il capodicastero Sicurezza Mauro Minotti spiega che l’afflusso crescente di pubblico durante il Rabadan aumenta il rischio di sovraffollamento e rende necessario un dispositivo che consenta interventi rapidi in caso di necessità. Gli agenti, chiarisce, «permetteranno ad esempio di poter intervenire in modo rapido in caso di necessità o evitare il sovraffollamento di un locale, conteggiando chi entra ed esce».

L’obbligo, precisa Minotti, riguarda solo quei locali che durante il Carnevale modificano la propria attività, ad esempio rimuovendo i tavoli e trasformandosi di fatto in sale da ballo. Bar e ristoranti che mantengono l’offerta abituale o che si trovano fuori dal perimetro della manifestazione non sono interessati.

Proprio questa distinzione, tuttavia, non emergeva con chiarezza dalla comunicazione ufficiale. Un limite riconosciuto dallo stesso municipale, che ammette che la misura avrebbe potuto essere spiegata meglio e con maggiore anticipo. Da qui l’apertura al dialogo: la Polizia comunale si dice disponibile a valutare caso per caso per individuare soluzioni condivise e proporzionate. «Cercheremo quindi di andare incontro agli esercenti, come abbiamo sempre fatto», aggiunge Minotti.

Nel frattempo, gli esercenti hanno presentato un reclamo al Municipio, avanzando anche una proposta alternativa: fornire alle autorità i nominativi dei responsabili presenti nei locali durante il Carnevale, incaricati di garantire l’ordine senza ricorrere necessariamente a personale esterno.

Sul fronte organizzativo, anche il comitato del Rabadan sta riesaminando il proprio dispositivo di sicurezza. Dopo aver già previsto il raddoppio degli agenti nel capannone principale per l’edizione 2025, il presidente Giovanni Capoferri annuncia ulteriori valutazioni, sia sul piano della prevenzione antincendio sia sulla gestione di situazioni critiche, alla luce anche dei fatti di Crans-Montana. Un segnale che la sicurezza, quest’anno più che mai, è al centro del dibattito attorno al Carnevale bellinzonese.

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