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VALLESE

Moretti conferma: «L’uscita di servizio era chiusa. Ho messo io i pannelli di schiuma»

Le ammissioni del proprietario del bar “Le Constellation”, dove si è consumata la strage di Capodanno, durante gli interrogatori con gli inquirenti.
afp
Fonte RED
Moretti conferma: «L’uscita di servizio era chiusa. Ho messo io i pannelli di schiuma»
Le ammissioni del proprietario del bar “Le Constellation”, dove si è consumata la strage di Capodanno, durante gli interrogatori con gli inquirenti.

CRANS-MONTANA - Emergono nuovi dettagli sulla strage di Capodanno di Crans-Montana, costata la vita a 40 giovani. Durante gli interrogatori con gli inquirenti, il gestore del bar “Le Constellation” Jacques Moretti avrebbe confermato che la porta di servizio al piano terra era stata chiusa a chiave.

Lo riferisce il pool investigativo della televisione romanda RTS, citando fonti confidenziali. In un primo momento la RTS aveva scritto che Moretti aveva riconosciuto la chiusura a chiave dell’uscita di emergenza del seminterrato, ma l’articolo è stato poi corretto perché il riferimento era a una porta di servizio al piano terra.

Diversi corpi davanti la porta - Moretti, giunto sul luogo del dramma dopo l’incendio, avrebbe inoltre trovato diversi corpi senza vita ammassati davanti alla porta.

Ma non è tutto. L’uomo avrebbe anche ammesso di aver installato personalmente i pannelli di schiuma fonoassorbenti che, come mostrano i tanti video che da giorni inondano i canali social, hanno preso fuoco in pochi secondi. 

Detenzione preventiva - Nel frattempo Moretti è stato posto ieri, venerdì 9 gennaio, in detenzione preventiva.  Il Ministero pubblico ha disposto questa misura nei suoi confronti per "potenziale rischio di fuga". È accusato, insieme alla moglie Jessica Maric, di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Le circostanze riferite da RTS e già emerse in alcune testimonianze riportate dai media nei giorni successivi all'incidente potrebbero, secondo l'emittente, indurre la procura a valutare la contestazione del reato di omicidio per dolo eventuale.

"Tenuto conto delle dichiarazioni del signor Moretti, del suo percorso di vita e della sua situazione in Svizzera e all'estero, il Ministero pubblico ha ritenuto che il rischio di fuga fosse concreto", ha precisato ieri, in un comunicato, la procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud. "Per quanto riguarda la gerente, visto il suo percorso e i suoi legami personali, il Ministero pubblico ha ritenuto che una richiesta di misure sostitutive consentisse di ovviare al rischio di fuga".

«La coppia si è mostrata collaborativa» - L'interrogatorio, durato oltre sei ore, è stato condotto da tre procuratori, tra cui Catherine Seppey (incaricata dell'inchiesta) e Beatrice Pilloud. "L'udienza ha riguardato la loro situazione personale", ha precisato Pilloud a Keystone-ATS. La coppia si è mostrata collaborativa. Le questioni relative al dramma saranno chiarite prossimamente dalla giustizia vallesana. Diversi avvocati delle vittime hanno potuto assistere all'udienza e porre domande.

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