Un senzatetto sul bus: «Non ha dato fastidio»

L’episodio è avvenuto giovedì mattina a Lugano. Il direttore della TPL relativizza: «È la prima volta che capita».
L’episodio è avvenuto giovedì mattina a Lugano. Il direttore della TPL relativizza: «È la prima volta che capita».
LUGANO - Il coordinatore dei CityAngels di Lugano Antonio Chiarella aveva lanciato l’allarme a metà dicembre: «Una marea di senzatetto. Mai vista una cosa del genere in Ticino. Da Lugano a Bellinzona fino a Biasca, la mattina i pendolari si sono più volte trovati davanti queste persone. Spesso dormono nelle sale d'attesa presenti tra i binari».
Un freddo pungente - E se nel mentre altri enti sociali presenti sul territorio hanno ridimensionato il problema, il freddo pungente che sta colpendo in questi giorni il nostro cantone sembrerebbe aver riportato in primo piano una realtà che non può essere ignorata.
Ieri mattina, giovedì 8 gennaio, un uomo, verosimilmente un senzatetto, è stato immortalato su un bus TPL: «È salito su un bus della linea 7 alla fermata Resega, in direzione Centro di Lugano, alle 6.57, probabilmente per scaldarsi. Le temperature erano rigide», ci ha spiegato il direttore della TPL Roberto Ferroni.
«Non ha causato problemi all'utenza» - «È rimasto sul bus fino alle 9.20 circa quando è sceso alla fermata Stadio da dove proveniva. È la prima volta che capita. Non abbiamo chiamato la polizia perché non ha dato fastidio. Aveva una coperta per scaldarsi, ma non ha importunato gli utenti», ha spiegato.
Ferroni sottolinea comunque l'eccezionalità dell'evento: «Se dovesse capitare con più frequenza dovremmo pensare a che procedura adottare. Ma è chiaro che se un utente sale e non dà fastidio, se è vestito bene o male, per noi non fa differenza».
Le disposizioni fornite agli autisti per episodi simili - Riguardo al caso in sé, non vi sarebbero stati problemi di sorta con il senza fissa dimora: «L’autista ha giusto spiegato che non poteva sdraiarsi sui sedili e lui si è rialzato senza obiezioni. Non ha insomma arrecato nessun problema e non è stato aggressivo».
Per il momento, dunque, le uniche indicazioni fornite agli autisti restano quelle di «segnalare tempestivamente la situazione alla centrale operativa, che a sua volta provvederà ad attivare e contattare i servizi sociali competenti», ha concluso il direttore Ferroni, sottolineando come, allo stato attuale, non siano previste altre procedure operative dirette per il personale.




