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Dopo Crans-Montana, Filippo Lombardi: «Ora è opportuno alzare la guardia sui locali»

Il municipio di Lugano valuta interventi più restrittivi e una revisione delle regole edilizie per garantire maggiore sicurezza.
Dopo Crans-Montana, Filippo Lombardi: «Ora è opportuno alzare la guardia sui locali»
Davide Giordano tio/20min
Dopo Crans-Montana, Filippo Lombardi: «Ora è opportuno alzare la guardia sui locali»
Il municipio di Lugano valuta interventi più restrittivi e una revisione delle regole edilizie per garantire maggiore sicurezza.

LUGANO - «I gestori saranno probabilmente già sensibilizzati dalla tragedia, ma sarà opportuno che l’ente pubblico osservi più da vicino queste realtà e stabilisca verifiche o condizioni più restrittive». Insomma, come ci conferma il municipale Filippo Lombardi, responsabile del settore Edilizia privata a Lugano, dopo i fatti di Crans-Montana il tema sicurezza è già sul tavolo.

«È probabile che qualcosa cambi» ammette Lombardi, interpellato sulla possibilità che la tragedia nel Vallese possa modificare gli equilibri attuali. «Ci si ricorderà soprattutto di una sentenza del Tribunale federale del 2015 che stabilisce che le direttive dell’Associazione intercantonale delle assicurazioni antincendio sono applicabili direttamente. Questo significa che anche se la legge cantonale è più permissiva, i Comuni possono appoggiarsi a quelle direttive e adottare misure supplementari». In altre parole, affidarsi esclusivamente ai privati non è più sufficiente. «La fiducia è bene ma il controllo è meglio», sottolinea il municipale.

Lugano, comunque, non parte da zero. «Siamo stati precursori nel Canton Ticino», ricorda Lombardi. «Già dal 2014 sono stati introdotti paletti più restrittivi rispetto alla legge cantonale. Nel 2018 c’è stata una risoluzione municipale e furono controllati dodici esercizi pubblici». I controlli, precisa, non sono interventi isolati. «Vengono ripetuti costantemente e i proprietari devono fornire ogni due anni un certificato di collaudo antincendio».

Un aspetto rilevante riguarda però la natura di queste verifiche, che attualmente avvengono su base privata. «Il certificato viene rilasciato da periti stabiliti dal Cantone, ma si tratta di un rapporto privato tra esercente e perito». Proprio per questo, aggiunge Lombardi, «il nostro gruppo di lavoro comunale dovrà capire se e quanto l’ente pubblico debba alzare ulteriormente il livello di guardia».

Le regole edilizie in vigore sono dunque sufficienti o necessitano di aggiornamenti? Lombardi mantiene un approccio prudente. «Guardando a quanto accaduto a Crans-Montana credo che la situazione in Ticino sia migliore», osserva. «Detto questo, prima di arrivare a valutazioni definitive servono verifiche aggiuntive e riflessioni di fondo». È in quest’ottica che è stato attivato un gruppo di lavoro che coinvolge pompieri, polizia, edilizia privata e servizi giuridici, con l’obiettivo di individuare eventuali correttivi.

Resta infine il nodo delle responsabilità e delle sanzioni. Cosa rischia un gerente che non rispetta le normative? «È la parte più delicata», ammette Lombardi. «Le normative sono applicabili come confermato dalla sentenza del Tribunale federale, ma le sanzioni devono poggiare su una base legale chiara. Quando si entra in ambito sanzionatorio serve una base giuridica». La conclusione è quindi affidata a una riflessione più ampia: «Bisognerà capire cosa va eventualmente modificato nella legge cantonale, e cosa invece può essere regolato con un’ordinanza municipale».

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