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LOCARNOSostituite tre piante ai Saleggi: «Erano ormai un pericolo»

11.07.24 - 08:32
Le radici delle grandi piante situate nell'area delle scuole elementari provocavano notevoli disagi ai bambini e alle condotte sotterranee
Città di Locarno
Fonte Città di Locarno
Sostituite tre piante ai Saleggi: «Erano ormai un pericolo»
Le radici delle grandi piante situate nell'area delle scuole elementari provocavano notevoli disagi ai bambini e alle condotte sotterranee

LOCARNO - Dopo che per decenni hanno svolto il loro compito, sotto tutti i punti vista, tre grandi alberi situati all’esterno delle aule 6, 7, 8 e 9 delle scuole elementari dei Saleggi a Locarno hanno dovuto essere tagliati. «Evidentemente - sottolinea il Municipio in una nota - non si tratta di una mera estirpazione, bensì di una sostituzione dettata da molteplici fattori di diversa natura».

Le radici cresciute a dismisura avevano infatti completamente degradato la superficie esterna delle aule, creando scalini di oltre 15 centimetri e rendendo pericoloso per gli allievi giocare all’esterno. «Le famiglie stesse degli alunni hanno più volte sollecitato il Municipio e la Direzione scolastica a voler ripristinare la sicurezza delle aree esterne delle aule», sottolinea a proposito l’Esecutivo cittadino. «Oltre alle superfici di gioco, l’apparato radicale aveva inoltre intaccato tutte le condotte e gli impianti di evacuazione delle acque meteoriche interrate, compromettendone il funzionamento e causando durante gli acquazzoni estivi l’allagamento delle aule adiacenti», aggiunge il Direttore della Divisione Logistica e Territorio, Roberto Tulipani. Senza tralasciare infine che le dimensioni delle fronde, le quali oltrepassavano le superfici dei tetti delle aule, avevano comportato continui, e talvolta anche onerosi, interventi di manutenzione.

Il progetto di ripristino in esecuzione, va in conclusione rimarcato, prevede come accennato la messa a dimora di nuove alberature – tre piante di Gelso della grandezza di 3 metri, che potranno poi raggiungere i 6-8 metri – nelle posizioni preesistenti. Alberature che, grazie alle nuove tecniche di piantumazione, garantiranno alle radici di crescere senza intaccare le superfici e le condotte interrate

Il punto sul verde cittadino - L’intervento resosi necessario alle scuole elementari dei Saleggi fornisce al Municipio l’occasione per fare il punto, in generale, sulla situazione delle piantagioni del tessuto urbano cittadino. A partire dal progetto relativo al Bosco della Bolla Grande, la cui seconda fase è ormai terminata. Nel corso della prossima pausa vegetativa, dunque, si potrà procedere con la terza fase di messa in sicurezza e con la piantumazione di giovani alberi autoctoni. L’opera, avallata dall’Ufficio forestale cantonale, fa parte del progetto forestale approvato e finalizzato sia alla tutela della sicurezza all’interno del comparto boschivo a prioritaria vocazione ricreativa, sia alla formulazione di chiari indirizzi di gestione futura della superficie silvestre. A questo proposito, basti portare la memoria a quanto purtroppo registrato nel recente passato a causa di eventi climatici avversi, quanto imprevedibili. Tali eventi meteorologici hanno ben evidenziato la fragilità di questa superficie boschiva, sottolineandone le potenziali dinamiche evolutive, per altro da tempo già in atto. Il progetto selvicolturale elaborato mira, dunque, a rendere qualitativamente migliore il patrimonio silvestre e il contesto circostante, conferendo al complesso boscato una nuova qualifica, sia in termini di essenze, sia – sul lungo periodo – di stratificazione verticale.

Cambiamento climatico - L’operazione nel suo complesso va comunque fin da subito strettamente connessa alla chiara, quanto necessaria, distinzione concettuale tra parco e bosco, considerato che l’area in oggetto, in quanto superficie boscata, sottostà a precise disposizioni federali e cantonali e conseguentemente deve ottemperare a criteri funzionali, così come delineati nel Piano forestale cantonale vigente. Il presupposto cardine per la corretta fruibilità e l’accessibilità delle aree boscate nell’ottica della necessaria sicurezza è quindi sicuramente la presenza di un corredo arboreo e un complesso silvestre capace di ottemperare ai requisiti minimi connessi alla continuità strutturale dell’intero comparto. «Le modifiche globali del clima si ripercuotono in modo differente a livello locale, a causa delle differenze di topografia, geologia e uso del suolo», conclude Roberto Tulipani. «Gli interventi, che sembrano oggi radicali, tengono tuttavia conto dei cambiamenti in atto e dei rischi connessi al clima».

Piantate sei volte più alberi di quelli eliminati - Prendendo in prestito una famosa frase di Lao Tzu (antico filosofo e scrittore cinese) che recita “Fa più rumore un albero che cade di un'intera foresta che cresce”, il Municipio coglie anche l’occasione di evidenziare – a dimostrazione che i lavori progettati e attuati non mirano certo all’impoverimento della Città dal profilo del verde – che negli ultimi 5 anni sono state messe a dimora dal Comune, nel contesto urbano escluso i boschi, più di 650 piante di vario tipo. Ovvero più di sei volte rispetto quanto ha dovuto essere eliminato.

Componente imprescindibile di ogni nuovo progetto stradale - «Ogni volta che si interviene con la sistemazione di uno spazio pubblico consideriamo fondamentale una valutazione approfondita sulla possibilità di integrare nel progetto la messa a dimora di nuove alberature», evidenzia infine André Engelhardt, direttore della Divisione Urbanistica e Infrastrutture. Un esempio recente è quello di via Varenna, dove, accanto alle misure per favorire la mobilità lenta, saranno posate quaranta nuove piante. Nel progetto della sistemazione degli spazi pubblici del centro urbano i nuovi alberi previsti sono oltre 200. Lo stesso principio sarà applicato per altri progetti di riqualifica degli assi urbani che verranno sviluppati nei prossimi 4-5 anni.

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